Recensione

A dieci anni esatti dalla prima volta, Steve Vawamas è tornato ai Nadir Music Studio per finire quello che aveva lasciato in sospeso e che, tradotto, significa ri-registrare per intero Metalmorphosis, album che di fatto sarebbe stata la seconda opera del suo progetto Athlantis, con qualche nuovo ospite in line up, un ritrovato entusiasmo dopo l’ottimo Chapter IV uscito qualche mese fa, e la consapevolezza di essere in uno stato di grazia tale da valorizzare tutte le uscite che in questi ultimi tempi lo hanno visto protagonista (Odyssea, Ruxt, Bellathrix e Mastercastle).

Che il power circle genovese (se mi passate l’appellativo) sia uno dei più floridi scenari metallici dello stivale lo dimostrano le ottime e continue uscite di valore che questo nugolo di musicisti ci regala, collaborando forse come non avevano mai fatto in passato e contribuendo a rendere convincente una scena metal nazionale assolutamente in grado di competere con le realtà d’oltreconfine.
La Diamonds Prod. licenzia, dunque, questo bellissimo lavoro che si fregia di nuove diavolerie tecniche, quindi al passo con i tempi in fase di registrazione tanto da poter tranquillamente considerare questi nove brani come se fossero nuovi di zecca (del resto in quest’epoca dieci anni, sotto l’aspetto prettamente tecnico, equivalgono quasi ad una vita).
Steve, oltre ai musicisti che collaborarono in passato, ha raccolto ancora una volta una buona fetta della crema metallica ligure e tricolore, con la line up ufficiale che si completa con Tommy Talamanca dei Sadist alla chitarra, il bravissimo Alessio Calandriello alla voce (Lucid Dream, La Coscienza di Zeno), già protagonista sul lavoro precedente, e Alessandro Bissa alle pelli (A Perfect Day, Ex-Labyrinth, ex-Vision Divine).
Ma le sorprese non finiscono qui ed allora tenetevi forte, perché sulle atmosfere estreme di Nightmare riconoscerete lo scream/growl di Trevor (Sadist), la splendida voce di Roberto Tiranti nella cover di Tragedy dei Bee Gees e la chitarra di Stefano Galleano dei Ruxt.
Bene ha fatto il bassista genovese a proporre questa raccolta di brani che mantiene un approccio tra il power metal raffinato e tradizionalmente italiano e l’hard rock, più diretto rispetto alle atmosfere del precedente lavoro ma comunque in grado di non perdere un grammo di quell’eleganza compositiva che contraddistingue la nostra scena power metal, sempre legata da un filo sottile con l’anima progressiva di cui siamo storici maestri.
Calandriello ad ogni album a cui presta la sua voce risulta sempre più bravo, Vawamas, Talamanca e gli altri musicisti imprimono il loro talentuoso marchio su una serie di brani trascinati, nobilitati da un songwriting vario e che alterna cavalcate power ad esplosioni hard rock, da notevoli parti atmosferiche valorizzate da un singer che strappa applausi e da melodie progressivamente metalliche.
L’opener Delian’s Fool, l’hard & heavy ottantiano con cui esplode Battle Of Mind, le atmosfere oscure di Nightmare, con Calandriello che duetta con l’orco Trevor, la ballad Angel Of Desire con un solo che bagna di lacrime la chitarra di Tommy Talamanca, sono i momenti più suggestivi di un album da godere dall’inizio alla fine: fatelo vostro e rendete omaggio a questi inesauribili talenti.

Tracklist
1 – Delian’s Fool
2 – Battle of Mind
3 – Wasted Love
4 – Nightmare
5 – Devil’s Temptation
6 – Angel of Desire
7 – No Fear to Die
8 – Resurrection
9 – Tragedy (Bee Gees cover).

Line-up
Steve Vawamas – Bass
Alessio Calandriello – Vocals
Tommy Talamanca – Guitars
Alessandro Bissa – Drums

Guests:
Trevor – Vocals
Roberto Tiranti – Vocals
Stafano Galleano – Guitars

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