Bethlehem – Lebe Dich Leer

Il sound dei Bethlehem, come sempre, abbina alla sua base black un tocco teatrale ed un’anima dark doom e il risultato appare in linea con il trend delle ultime uscite, ovvero buono ma non imprescindibile.

A circa tre anni dall’ultimo lavoro autointitolato tornano gli storici Bethlehem con il loro nono album di una carriera che ha ormai superato il quarto di secolo.

La creatura musicale da qualche tempo nelle mani del solo Bartsch gode di una meritata aura di culto che ne rende sempre molto attese le uscite anche se, francamente, le produzioni di questo decennio hanno fornito risultati validi ma non eclatanti.
Lebe Dich Leer ha sicuramente il pregio di andar via liscio e diretto nei due trascinanti primi brani, Verdaut in klaffenden Mäulern e Niemals mehr leben, mentre le cose non scorrono altrettanto bene allorché il sound si fa decisamente più ricercato e avanguardistico.
In tal senso contribuisce, nel bene e nel male, lo screaming della vocalist polacca Onielar, confermata rispetto al precedente album, che a mio avviso ben si adatta a ritmiche dirette ed incalzanti, ma molto meno allorché il sound esibito richiede un’interpretazione diversa rispetto a tonalità a tratti parossistiche.
Il sound dei Bethlehem, come sempre, abbina alla sua base black un tocco teatrale ed un’anima dark doom e il risultato appare in linea con il trend delle ultime uscite, ovvero buono ma non imprescindibile.
In sintesi, oltre che nelle già citate tracce iniziali, le valide e ficcanti sfuriate propriamente black si manifestano a intermittenza confermando quello che in molti pensano ma non tutti dicono, ovvero che scelte compositive maggiormente lineari spesso producono risultati ben più apprezzabili e tangibili rispetto a digressioni e scostamenti dalla via maestra che, in mancanza di geniali scintilli, finiscono solo per diluire i contenuti: questo non vale solo per i Bethlehem, chiaramente…

Tracklist:
1. Verdaut in klaffenden Mäulern
2. Niemals mehr leben
3. Ich weiß ich bin keins
4. Wo alte Spinnen brüten
5. Dämonisch im ersten Blitz
6. An gestrandeten Sinnen
7. Ode an die obszöne Scheußlichkeit
8. Aberwitzige Infraschall-Ritualistik
9. Bartzitter Flumgerenne

Line-up:
Bartsch – Bass, Electronics
Torturer – Drums
Karzov – Guitars, Electronics
Onielar – Vocals

Banco del Mutuo Soccorso – Transiberiana

Transiberiana ci riporta virtualmente indietro di mezzo secolo ai capolavori dei primi anni settanta non tanto per le sonorità, il cui legame è comunque evidente pur se inserito in un contesto del tutto moderno, ma soprattutto perché proprio come in quei tempi aurei il disco, per arrivare alla sua naturale destinazione che sono le corde più intime dell’animo, non può essere trattato come un qualsiasi prodotto di veloce ed effimero consumo.

Premetto che, per commentare in maniera più equilibrata e meno condizionata questo ritorno del Banco del Mutuo Soccorso a 25 anni dall’ultimo full length, forse il compito dovrebbe essere idealmente affidato ad un soggetto più giovane, per il quale l’opera della band capitolina rivesta un significato meno intimo, non avendone potuto vivere l’epopea in tempo reale come è accaduto invece al sottoscritto.

Transiberiana è anche il primo lavoro, ovviamente, nel quale la voce che ascoltiamo non appartiene all’immenso Francesco di Giacomo; del resto l’ultimo decennio è stato quanto mai difficile per una delle band più iconiche del prog italiano, prima con la morte del vocalist, poi la malattia dello stesso Nocenzi, per finire con la scomparsa dell’altro membro storico Rodolfo Maltese.
Sarebbe bastato molto meno per chiudere definitivamente la storia di un gruppo che la “Storia”, peraltro, l’aveva già ampiamente scritta, ma Nocenzi, come in qualche modo ci fa capire con il brano L’imprevisto, proprio dalle avversità ha tratto la forza per ripartire con una band che oggi è un perfetto mix tra musicisti di grande esperienza ed altri relativamente più giovani, senza che in alcun modo ne vengano intaccati i tratti peculiari.
E chiaro che, fatto salvo l’intatto talento strumentale e compositivo del leader (coadiuvato in quest’ultimo aspetto dal figlio Michelangelo), lo snodo era proprio quello di capire come se la sarebbe cavata il buon Tony D’Alessio alle prese con il pesante confronto rappresentato dall’eredità di Di Giacomo.
Detto subito che il nuovo cantante si tiene alla larga da qualsiasi tentativo di imitazione esibendo un timbro proprio e ben definito, non si può fare a meno di notare come talvolta abbia dovuto fare i salti mortali per adattare i bellissimi testi all’interno della struttura musicale; questo perché Transiberiana è un album complesso, nervoso, dai misurati benché fulgidi slanci melodici (esibiti per lo più nella magistrale Eterna Transiberiana e soprattutto nella commovente Campi di Fragole) e dominato ovviamente dal sempre magistrale tocco tastieristico di un Nocenzi coadiuvato da un supporting cast di primissimo ordine.
Il ricorso a brani di lunghezza non eccessiva (mai oltre i sette minuti) al contrario di quanto accadeva in passato, favorisce solo in parte un’assimilazione che, come è giusto e normale che sia in questo ambito, si concretizza solo dopo diversi attenti ascolti.
Questa allegoria esistenziale che è il viaggio lungo la Transiberiana è ricco di sorprese, di passaggi trascinanti e di intuizioni folgoranti sia a livello musicale che lirico, aspetto questo che riveste un ruolo di grande importanza tra struggenti slanci poetici e passaggi che, per chi vuole ricercarne il vero significato, celano una critica feroce a quelli che sono i tempi in cui viviamo (anche e soprattutto nel nostro “bel paese”, con L’Assalto dei Lupi e I Ruderi del Gulag che sembrano più delle sentenze che non semplici presagi).
Ecco perché Transiberiana ci riporta virtualmente indietro di mezzo secolo ai capolavori dei primi anni settanta non tanto per le sonorità, il cui legame è comunque evidente pur se inserito in un contesto del tutto moderno, ma soprattutto perché proprio come in quei tempi aurei il disco, per arrivare alla sua naturale destinazione che sono le corde più intime dell’animo, non può essere trattato come un qualsiasi prodotto di veloce ed effimero consumo.
La descrizione musicale nei dettagli la lascio volentieri a chi ne possiede in tutto e per tutto le competenze (al riguardo consiglio di reperire l’esauriente e del tutto condivisibile articolo scritto da Fabio Zuffanti per La Stampa}, mentre per quanto mi concerne posso soltanto affermare senza alcun pudore che un musicista come Vittorio Nocenzi, in un paese normale, troverebbe posto nei libri di storia, perché tra un “salvadanaio” e l’altro in copertina sono trascorsi quasi cinquant’anni e, probabilmente, solo chi questa cifra l’ha superata anche anagraficamente riesce effettivamente a comprendere la portata di un simile dato.
L’album viene chiuso da due bonus track (Metamorfosi e Il Ragno) registrate dal vivo al Festival di Veruno nel 2018: nulla più di un gradito cadeau che ha però la duplice funzione di farci capire sia quanto Tony D’Alessio possieda la necessaria caratura anche per reintepretare le immortali tracce della band, sia quanto del Banco del Mutuo Soccorso ce ne sia sempre bisogno, dal vivo o su disco, anche nell’anno domini 2019.

Tracklist:
1. Stelle sulla terra
2. L’imprevisto
3. La discesa dal treno
4. L’assalto dei lupi
5. Campi di Fragole
6. Lo sciamano
7. Eterna Transiberiana
8. I ruderi del gulag
9. Lasciando alle spalle
10. Il grande bianco
11. Oceano: Strade di sale
12. Metamorfosi (Live at Festival Prog di Veruno 2018)
13. Il ragno (Live at Festival Prog di Veruno 2018)

Line-up:
Vittorio Nocenzi – piano, keyboards and voice
Filippo Marcheggiani – guitar
Nicola Di Già – rhythm guitar
Marco Capozi – bass
Fabio Moresco – drums
Tony D’Alessio – lead vocal

BANCO DEL MUTUO SOCCORSO – Facebook

Shallow Grave – Threshold Between Worlds

In meno di quaranta minuti i quattro brani riversano sull’ascoltatore una montagna di fango intersecata da sequenze droniche, il tutto con la necessaria chiarezza d’intenti per evitare di rendere il tutto un coacervo di suoni indistinguibili.

Quello dei neozelandesi Shallow Grave è uno sludge doom portato alle sue estreme conseguenze.

La band di Auckland, in questa sua seconda fatica risalente allo scorso autunno e successiva di circa cinque anni rispetto all’esordio omonimo, esibisce il volto meno suadente (ammesso che ve ne sia uno} del genere optando per un’esplorazione nel suo ambito più rumoristico e sperimentale.
In meno di quaranta minuti i quattro brani riversano sull’ascoltatore una montagna di fango intersecata da sequenze droniche, il tutto con la necessaria chiarezza d’intenti per evitare di rendere il tutto un coacervo di suoni indistinguibili.
Anche nella lontana Auckland si vuole rovistare i meandri più profondi dell’esistenza fino a rivoltarne le viscere, e questo gli Shallow Grave lo fanno molto meglio della gran parte delle band affini per approccio e modus operandi. Un motivo che basta e avanza per dare una chance a questo ottimo Threshold Between Worlds.

Tracklist:
1. The Horrendous Abyss
2. Garden of Blood
3. Master of Cruelty
4. Threshold Between Worlds

Line-up:
Brent Bidlake – Bass
James Bakker – Drums
Tim Leth – Guitars, Vocals
Michael Rothwell – Guitars, Vocals

SHALLOW GRAVE – Facebook

Minority Sound – Toxin

La dote principale dei Minority Sound è quella di offrire un metal industrializzato ma, allo stesso tempo, ben fruibile attingendo ai nomi di punta del settore senza richiami espliciti ma fondendo efficacemente il tutto.

Ritroviamo dopo quattro anni i praghesi Minority Sound alle prese con il loro ottimo elettro metal, già efficacemente portato all’attenzione dell’audience con tre album nel corso di questo decennio ultimo dei quali appunto Drowner’s Dance.

Toxin è un nuovo tassello nell’opera del quartetto che va a consolidare un percorso magari non particolarmente innovativo ma dalla notevole qualità media ed altrettanta consistenza.
La dote principale dei Minority Sound è quella di offrire un metal industrializzato ma, allo stesso tempo, ben fruibile attingendo ai nomi di punta del settore senza richiami espliciti ma fondendo efficacemente il tutto.
Se vogliamo esemplificare al massimo, i cechi riescono a collocarsi in un ideale punto d’incontro tra tra l’orecchiabilità elettronica dei Deathstars, il riffing squadrato dei Rammstein, la vis sperimentale ed evocativa dei primi Fear Factory  e la visionarietà dei Mechina; ovviamente l’esito cambia a seconda del dosaggio degli ingredienti utilizzati, come dimostra la cadenzata e catchy title track che porta con sé persino rimandi dei Moonspell del controverso (non per me) Sin/Pecado.
L’elettronica ruffiana di Bipolar non lascia scampo, così come in definitiva tutti questi otto brani composti ed eseguiti con la perizia di chi il genere lo conosce e lo manipola con disinvoltura.
Tutto questo dovrebbe bastare ed avanzare per collocare i Minority Sound tra gli ascolti preferiti quando si vuole ascoltare metal moderno e ragionevolmente infuso di elettronica

Tracklist:
1. Deeds of Hate
2. Scarecrow
3. Toxin
4. Bipolar
5. Sunlight. Be Me! Sunlight Begone!
6. Love & Mayhem
7. Disconnected Sympathy
8. Empty Sands

Line-up:
Otus Hobst – Guitar
Ales Hampl – Vocals, guitar
Petr Blaha – Bass
Tomas “Dharm” Furst – Drums

MINORITY SOUND – Facebook

Chiral – The Twilight Songs (Part I)

The Twilight Songs (Part I) rappresenta una sorta di oasi sonora ma è, in fondo, sempre musica volta a toccare le corde più profonde del nostro animo, un fine che viene raggiunto percorrendo una strada meno impervia e dolorosa rispetto al black o al doom, ma che conduce infine ad uno stesso approdo.

Questo a nome Chiral non è l’ultimo lavoro in ordine di tempo offerto della one man ban italiana dedita normalmente ad un black metal atmosferico ma è, in realtà, la riedizione dell’ep The Twilight Songs (Part I), originariamente pubblicato nel 2017.

Questa uscita, peraltro, rappresenta a suo modo un’anomalia nella produzione del musicista emiliano, visto che Monumental, l’unico e lungo brano di trenta minuti esatti suddiviso in diversi movimenti, è in effetti maggiormente riconducibile ad un folk acustico con diverse digressioni addirittura in ambito country.
Se la cosa può risultare spiazzante ad un primo approccio, va detto che il talento compositivo di Chiral e il suo delicato e poetico approccio strumentale riescono ugualmente ad offrire un davvero pregevole interludio da frapporre alle sonorità offerte normalmente.
Chi conosce l’opera di Matteo Gruppi con questo monicker, oppure con il suo progetto funeral Il Vuoto, non dovrebbe stupirsi per un’offerta che, se esula in parte da quanto ci ha abituato ad ascoltare, altro non è che una delle molteplici sfaccettature della sensibilità compositiva esibita regolarmente dal musicista piacentino.
The Twilight Songs (Part I) rappresenta una sorta di oasi sonora ma è, in fondo, sempre musica volta a toccare le corde più profonde del nostro animo, un fine che viene raggiunto percorrendo una strada meno impervia e dolorosa rispetto al black o al doom, ma che conduce infine ad uno stesso approdo.
Peraltro è proprio di questi giorni l’uscita di un nuovo singolo a nome Chiral, The Loner, le cui caratteristiche contigue all’ep oggetto di queste righe fanno pensare che il nostro intenda sviluppare ulteriormente questo intrigante filone compositivo.

Tracklist:
1.Monumental

Line-up:
Chiral – Everything

CHIRAL – Facebook

LE INTERVISTE DI OVERTHEWALL: ELEVATORS TO THE GRATEFUL SKY

Grazie alla reciproca collaborazione con la conduttrice radiofonica Mirella Catena, abbiamo la gradita opportunità di pubblicare la versione scritta delle interviste effettuate nel corso del suo programma Overthewall, in onda ogni domenica alle 21.30 su Witch Web Radio.
Questa volta è il turno dei siciliani Elevators To The Grateful Sky.

MC Su Overthewall gli Elevators to the Grateful Sky: con noi Sandro, leader e portavoce della band. Partiamo dalle origini: ci racconti la genesi della band?

Ciao Mirella, anzitutto grazie mille per il supporto e per questa intervista. Gli Elevators to the Grateful Sky nascono nella primavera/estate del 2011, da un’idea mia e del bassista, Giuseppe Ferrara. Entrambi avevamo in quegli anni un progetto brutal death chiamato Omega, ma l’amore per certe sonorità di matrice rock ci ha portato, per fortuna, a virare verso qualcosa di estremamente diverso. Ricordo ancora la prima volta che ascoltai Whitewater dei Kyuss, probabilmente fu quello il momento che ci diede maggior stimolo nel suonare stoner. In seguito si sono uniti al progetto, Giulio Scavuzzo alle pelli e Giorgio Trombino alle chitarre (con cui suonavo già in un progetto swedish death, gli Undead Creep e poi con i grinders Cavernicular).

MC Ci sono band del passato che hanno influenzato il vostro modo di comporre?

Sicuramente la scena rock 90’s ha avuto l’impatto maggiore per quanto concerne la composizione delle nostre canzoni. Lo stoner della soleggiata Palm Desert, il grunge della piovosa Seattle. Ovviamente, un ruolo determinante l’ha avuto anche il rock e la psichedelia dei 70’s, su tutti i sempiterni Black Sabbath. Sarebbe davvero arduo citare tutte le band a cui ci ispiriamo, ma a questo giro (e per questo album) sento di nominare le seguenti: Soundgarden, Alice in Chains, Queens of the Stone Age, Kyuss, Yawning Man, Goatsnake, Mastodon, Dead Meadow, Earth, Cathedral, Tool e ovviamente i già citati Black Sabbath.

MC Citiamo la line up completa?

Alle chitarre e alle seconde voci abbiamo Giorgio Trombino del quale, consiglio caldamente di ascoltare e seguire tutti i suoi svariati progetti: Assumption, Haemophagus, Furious Georgie, Dolore, Sixcircles (con Sara dei Messa) ecc… al basso Giuseppe Ferrara, alla batteria Giulio Scavuzzo e alla voce il sotto scritto, Sandro Di Girolamo.

MC Nude è il vostro nuovo album. Chi ha scritto i testi e le melodie?

Il processo compositivo è gestito principalmente da me e Giorgio, ma anche Giuseppe scrive molti riff che hanno avuto un ruolo determinante. Per quanto riguarda i testi, sono tutti quanti “farina del mio sacco”. Giorgio suole dire sempre che: “gli Elevators sono il diario personale di Sandro”. Metto tutto me stesso e l’amore per la musica nel scriverli. Sono veramente parte di me e spero che gli ascoltatori riescano a percepirlo. Se penso ai versi scritti da Chris Cornell, Layne Staley, Scott Weiland, Peter Steele, Mark Lanegan, Josh Homme ecc… non posso fare a meno di dire quanto mi abbiano davvero formato e aiutato, soprattutto in periodi della mia vita non proprio così esaltanti.

MC Voi siete siciliani, di Palermo. Riuscite a trovare facilmente spazi dove esibirvi?

La situazione a Palermo è stata difficile in questi anni, ma grazie all’impegno e alla dedizione di persone come Vincenzo Frisella (Krust, Alibi), Marco Bianco (Rocket) e a tutti i ragazzi della V.O.V. Eventi le cose stanno cambiando.

MC Ci saranno dei live a supportare il nuovo album?

Ahimè viviamo una situazione complessa a livello di band. Giuseppe vive a Malta, Giorgio a Treviso e Giulio (pur se a Palermo) è molto impegnato con i suoi impegni al Conservatorio e con la band jazz di Palermo. Cercheremo sicuramente, di organizzare una data a Palermo e un mini tour in Italia, nei prossimi mesi.

MC Dove i nostri ascoltatori possono seguirvi?

Principalmente sulla nostra pagina facebook e profilo bandcamp, ma anche su itunes, spotify, youtube ecc…

MC Grazie di essere stato con noi.

Grazie mille e spero che vi piaccia il nostro Nude, mi raccomando, sempre comfort e rock!

GENUS ORDINIS DEI

Il video di Nemesis (Eclipse Records).

Il video di Nemesis (Eclipse Records).

Genus Ordinis Dei reveal new video & single for ‘Nemesis’ featuring Melissa VanFleet
Watch the band’s latest music video Nemesis via YouTube and stream the single via Spotify, Apple Music, or Deezer

After wrapping up a very successful European tour supporting Evergrey, symphonic death metal quartet Genus Ordinis Dei have revealed a brand-new music video for their latest single, Nemesis. The song features alternative metal singer/songwriter Melissa VanFleet on guest vocals, and was produced by Tommaso Monticelli at Sonitus Studios.

Nemesis is out now via Spotify, Apple Music, Deezer, iTunes, Amazon, Google Play, Pandora, iHeartRadio and more! The music video was directed by Steve Saints. Watch it now at this location.

“It was an absolute pleasure to work with Melissa on this song,” says vocalist Nick Key. “The contrast between our voices create a very deep atmosphere and it feels great… she’s perfect for it!” Melissa VanFleet added, “when Genus Ordinis Dei approached me about singing on Nemesis, I was curious to see how my ethereal style would blend with their death metal sound. The passion that pours out of their music is contagious and I’m proud to have contributed my voice to this track!”

Discography
Hail and Kill (single) – 2018
Great Olden Dynasty (LP) – 2017
EP 2016 (EP) – 2016
The Middle (album) – 2015

For more information on Genus Ordinis Dei, please visit them on Facebook, Twitter, or Eclipse Records, and follow them on Spotify, Apple Music, or Deezer. For more information on Melissa VanFleet, visit her on Facebook, Twitter, or online, and follow her on Spotify, Apple Music, or Deezer.

KILLERY

Il video di Fuck You All, dall’album Ready For Apocalypse.

Il video di Fuck You All, dall’album Ready For Apocalypse.

Killery esordiscono nel mercato discografico con loro prima produzione completamente autoprodotta “Ready For Apocalypse” !
Uno dei migliori gruppi della scena underground brasiliana, ha già raccolto consensi in giro per il globo e già ha avuto grossi riscontri da parte di fans e addetti ai lavori.
Formatisi nel 2016 nella città di São Luís, Maranhão, Killery, la band Thrash metal con influenze groove, death e progressive metal.
Il loro primo album, iha una produzione indipendente ed è stato registrato tra lo studio KM4 e i KIllery Studios di São Luís. La band ha appena consolidato la loro collaborazione con il rinomato artista Caio Caldas (Dragonforce, Doro, Paul Di Anno, ecc.). Di recente è anche scattata la loro collaborazione con la neonata Vault Lab Recordings.
Le canzoni coprono vari temi dalla convivenza umana, come politica, violenza, religione, paure e ai disturbi psicosociali. Vincitori dela battle of the bands brasiliana.
“Ready for Apocalypse” è ora disponibile su tutte le piattaforme digitali mentre il video del singolo “Fuck You All” è disponibile su youtube!
Per rimanere aggiornati sulle loro attività vi invitiamo a seguire i canali ufficiali !

Line Up:
Arthur L. – guitar
Daniel Pereira – vocal
Gabriel Burgos – drums
G.Rude – guitar
Lucas Abreu – bass

Tracklist:
1. Ready for the Apocalypse
2. No Rest for the Wicked
3. Prophet of Chaos
4. March to Hell
5. Blood Deliveryman
6. Fuck You All
7. Curse of the Serpent
8. Law of the strongests
9. Exuding Hate (feat. Pitter Cutrim)

Instagram: https://instagr.am/_killeryofficial
Facebook: https://fb.com/killeryofficial
Youtube: https://is.gd/killery

Killery debut with a complete 100% self released and self produced album ready to smash the underground scene.
One of the best groups on the Brazilian underground thrash metal scene, Killery has already received acclaim great feedbacks from fans and professionals.
Formed in 2016 in the city of São Luís, Maranhão, Killery, is a Thrash metal band with groove, death and progressive metal influences.
Their first album, an independent production, was recorded between the KM4 studio and KIllery Studios in São Luís. The band has just consolidated their collaboration with the renowned artist Caio Caldas (Dragonforce, Doro, Paul Di Anno, etc.). Recently was their collaboration with the newly formed Vault Lab Recordings from Italy.
The songs cover various themes from human coexistence, such as politics, violence, religion, fears and psychosocial disorders. Winners of the Brazilian battle of the bands.
“Ready for Apocalypse” is now available on all digital platforms while the video of the single “Fuck You All” is available on youtube!
To stay updated on their activities, we invite you to follow the official channels!

Line Up:
Arthur L. – guitar
Daniel Pereira – vocal
Gabriel Burgos – drums
G.Rude – guitar
Lucas Abreu – bass

Tracklist:
1. Ready for the Apocalypse
2. No Rest for the Wicked
3. Prophet of Chaos
4. March to Hell
5. Blood Deliveryman
6. Fuck You All
7. Curse of the Serpent
8. Law of the strongests
9. Exuding Hate (feat. Pitter Cutrim)

Instagram: https://instagr.am/_killeryofficial
Facebook: https://fb.com/killeryofficial
Youtube: https://is.gd/killery

AETHER VOID

Il lyric video di One Last Dawn, dall’album Curse of Life (Revalve Records).

Il lyric video di One Last Dawn, dall’album Curse of Life (Revalve Records).

Aether Void have released the lyric video of the new single One Last Dawn, taken from the from the last album Curse of Life.

Enjoy at:
The album is available on: https://player.believe.fr/v2/3615937279312
https://www.facebook.com/OfficialAetherVoid/
https://www.instagram.com/aethervoid_/
https://www.revalverecords.com/AetherVoid.html
https://www.instagram.com/revalverecords/

Earlier, Aether Void have released their debut album Curse of Life on March 29th via Revalve records.

The sound of the band could be defined as melodic and powerful Hard’n’Heavy with influences from both classic and modern heavy metal, though it could not be easily compared to any specific band.

Curse of Life has been recorded, mixed and mastered at Art Distillery Studios, in october 2018.

Aether Void is an Italian heavy metal band formed in Modena (IT) in November 2017 from the ashes of “No Way Out”, which split up after releasing an EP and a Single.

Three of the former members, Alberto Lugari (Drums), Davide Brusini (Bass) and Erik Marzocchini (Guitar) decided to continue playing and composing together, so they built up a new musical project.

The line up was completed some months later, when two new members joined the group: Salvatore “Thore” De Matteo, vocals (ex Savior From Anger and ex Gorgeous) and Nicolò Bondioli, lead guitar (ex Demolition Saint and Blood Of Seklusion).

The new line up soon began composing and recording new stuff under the name “Aether Void”.
The sound of the new songs was more powerful and aggressive, with influences from both classic and modern heavy metal (Iron Maiden, Judas Priest, Iced Earth…).

In October 2018 Aether Void completed the recording of their first studio album “Curse Of Life” at Art Distillery Studios in Modena.

OMEGA DIATRIBE

Il video di Trinity, dall’album omonimo (Metal Scrap Records).

Il video di Trinity, dall’album omonimo (Metal Scrap Records).

Hungarian extreme groove metallers release a brand new live music video for their latest record’s title track which has been shot in Budapest at Rise Above The Sky Tour 2019.
Trinity has been released last year by Metal Scrap Records and mixed & mastered by the legendary Tue Madsen at Antfarm Studios which leads the band to win ‘The best studio production of 2018’ by the Hungarian Metal Awards.
The band also win the ‘Best live band in 2018’ which reflects about their intense live shows all over Europe.

Catch the band at summer on their festival tour:
2019.07.02 – Dürert Kert, Budapest, HU /supporting Whitechapel & Misery Index
2019.07.04 – GoatHell Festival, Pula, HR
2019.07.06 – Flex Festival, Oradea, RO
2019.07.13 – Rockmaraton Festival, Dunaújváros, HU
2019.07.18 – Sportalshow Festival, Esztergom, HU
2019.07.19 – Agressive Music Festival, Pohori, CZ
2019.08.03 – Rockstadt Extreme Festival, RO
2019.08.18 – Abaliget Progressive Camp Festival, HU
2019.08.19 – Fekete Zaj Festival, Mátra, HU
2019.08.24 – Fezen Festival, Székesfehérvár, HU
2019.08.31 – Nyárzáró Fesztivál, Paks, HU

https://www.omegadiatribe.com
Facebook:

https://www.facebook.com/omegadiatribe ****

LE INTERVISTE DI OVERTHEWALL: BLOOD THIRSTY DEMONS

Grazie alla reciproca collaborazione con la conduttrice radiofonica Mirella Catena, abbiamo la gradita opportunità di pubblicare la versione scritta delle interviste effettuate nel corso del suo programma Overthewall, in onda ogni domenica alle 21.30 su Witch Web Radio.
Questa volta è il turno della one man band horror metal Blood Thirsty Demons.

MC Nuovo album per la storica band horror metal Blood Thirsty Demons: con noi Cristian! Bentornato su Overthewall.

Ciao e grazie per questo spazio che mi dedichi.

MC Circa vent’anni fa ti affacciavi sulla scena metal italiana, ci racconti i primi passi della band?

Allora, i Blood Thirsty Demons nascono nel 1997, periodo in cui la band non aveva un genere ben definito, ma univamo tutto quello che più ci piaceva, dal thrash,al heavy classico.
Poi ci fu un momentaneo scioglimento e in quel periodo iniziai ad interessarmi allo studio dell’occulto. Da qui la rinascita della band con un genere ben definito, ovvero l’horror metal, ispirato da band come Death SS, Mercyful Fate, King Diamond ecc…; da lì i primi demo, poi ristampati dalla danese Horror Records che fu la prima etichetta a credere in noi e ci aiutò a farci conoscere un po’ in tutta Europa. Da quel momento non mi sono più fermato, neanche dopo l’ennesimo scioglimento che mi ha portato a trasformare il progetto in una One Man Band.

MC Tu sei leader anche di un progetto parallelo, gli Human Degrade. E’ da un po’ che non ne sento parlare.Ti sei dedicato esclusivamente ai Blood Thirsty Demons?

Per non metterci troppo tempo a fare uscire questo disco, ho dovuto mettere un attimo in stand by la lavorazione del nuovo Human Degrade, ma al momento sto andando avanti a lavorarci. E’ un progetto in cui suono thrash e dalle tematiche più di disagio sociale, rispetto a quelle esoteriche che tratto con Blood Thirsty Demons.

MC Circa tre anni fa pubblicavi Voices From The Dark, quest’anno nuova etichetta discografica e nuovo disco,l’ottavo per la precisione. Ci parli della gestazione di In Death We Trust?

Allora, nel penultimo lavoro ero sotto contratto con la Barbarian Wrath, ma per problemi di salute di chi la gestiva l’etichetta ha dovuto chiudere e ho dovuto guardarmi in giro alla ricerca di un’altra label.
A questo punto ho trovato nella The Triad quella giusta per quello che stavo cercando, anche per il fatto di avermi già seguito in passato dimostrandomi sempre di apprezzare la mia musica, cosa che per me è molto importante; quindi abbiamo deciso una co-produzione con la mia C.M. Releases.

MC Le tematiche ricorrenti nei tuoi dischi sono alquanto orrorifiche ed inquietanti. Da dove arriva questa tua passione per l’occulto?

E’ nata da ragazzino, dalla passione per la demonologia. Da lì e anche dall’ascolto di determinate band del genere horror, mi venne questa curiosità, questa voglia di conoscere meglio questi determinati argomenti, cosa che negli anni mi è stata molto d’aiuto anche per trovare un mio personale equilibrio nella vita di tutti i giorni.

MC Otto album sono un bel bagaglio per un artista. Che consiglio daresti a chi si cimenta a fare horror metal?

Innanzi tutto di capire cos’è davvero l’horror metal, di studiarne le origini e di capire che non basta un semplice face painting per farsi definire horror. L’horror classico, che tutto il mondo ci invidia perché solo in Italia sappiamo comporre determinate atmosfere, è legato a una certa cultura musicale che bisogna studiare prima di mettersi a suonarlo. Aggiungere suoni elettronici o sonorità moderne non serve in questo genere e non bisogna avere paura di essere paragonati a band storiche per questo. Modernizzarsi non vuol dire sempre evolvere, anzi, spesso ha rovinato tutto.

MC Quali sono i tuoi progetti futuri? C’è qualcosa che vorresti realizzare con la musica?

Ogni giorno mi alzo e penso a un possibile progetto… amo troppo la musica e farei mille cose, ma il tempo non sempre si trova. Sicuramente andrò avanti con Blood Thirsty Demons e Human Degrade, ma mi piacerebbe in futuro
avere anche un progetto doom, vediamo cosa partorirà la mia mente.

MC Secondo te qual’è il danno maggiore e la miglior qualità della scena metal italiana?

Il danno sicuramente è quello di non unirsi. L’unione fa la forza, ma qui tutti si mettono in competizione. Molti musicisti hanno più interesse a voler essere considerati migliori di altri piuttosto che pensare a far
apprezzare la propria musica ed essere contenti del loro seguito, sempre che riescano ad averlo. La miglior qualità sta forse nelle band storiche che hanno scritto pagine importanti e che potevano competere benissimo con le band inglesi.
Nell’horror, invece, credo che gli italiani facciano da sempre scuola a tutti.

MC Dove i nostri ascoltatori possono seguirti?

Possono seguirmi principalmente sulla pagina Facebook, oltre che su Bandcamp e tra poco troveranno su tutte le piattaforme digitali anche il nuovo album in tutti i formati. Grazie per l’intervista e per lo spazio che mi hai dedicato.

ACID DEATH

Il video di “Primal Energies”, dall’album omonimo (7hard).

Il video di “Primal Energies”, dall’album omonimo (7hard).

This is the second official video for band’s new album, Primal Energies, released on March 15th 2019 by 7hard/7us Media Group GmbH.

Video information:
– Directed and edited by Dennis Kostopoulos (band’s lead guitar player)
– Filmed by John Manoussos.
– D.O.P. by Themis Katsimichas.

ACID DEATH’s “Primal Energies” album is available via Itunes, Amazon, Google Play and all the digital platforms, plus band’s official merch store, www.aciddeath.net/merch

ACID DEATH
Savvas Betinis
Dennis Kostopoulos
John Anagnostou
Kostas Alexakis

– Official Site: www.aciddeath.net
– Facebook: www.facebook.com/aciddeathgr
– Youtube: www.youtube.com/user/aciddeathgr
– ReverbNation: www.reverbnation.com/aciddeathgr
– Twitter: www.twitter.com/aciddeathgr
– Instagram: www.instagram.com/aciddeathgr
– Bandcamp: https://aciddeath.bandcamp.com
– RSS Feed – News: www.aciddeath.net/feed

Record Label:
7hard (A division of 7us Media Group GmbH)

www.7hard.de & www.sevenus.de

HALF LIFE

Il lyric video di “Killing Words”, dall’ep “I’ve Got To Survive” (Club Inferno Ent.).

Il lyric video di “Killing Words”, dall’ep “I’ve Got To Survive” (Club Inferno Ent.).

“Killing Words” is the first track offered to the audience by Heavy Metal young band HALF LIFE to present their debut EP “I’ve Got To Survive”.

“I’ve Got To Survive” will be out via Club Inferno Ent. on May 29th, 2019 and it is the first example of what HALF LIFE are going to show walking the path of Heavy Metal.

“I’ve Got To Survive” cover and tracklist:
1. I’ve Got To Survive
2. Killing Words
3. Only Shadows
4. The Judgement

Official sites:
– CLUB INFERNO ENT.: www.facebook.com/clubinfernoent
– HALF LIFE: www.facebook.com/halflifeband
– PRE-ORDER: smarturl.it/HALFLIFEBAND

REDWOLVES

Il video di ‘Fenris’, dall’album ‘Future Becomes Past’ (Argonauta Records).

Il video di ‘Fenris’, dall’album ‘Future Becomes Past’ (Argonauta Records).

Music video for “Fenris” from Redwolves’ new album Future Becomes Past – available now on all platforms

Credits:

Video by Redwolves (Kasper Rebien & Rasmus Cundell)

Cast: Maiken H. Hyldeqvist-Hansen, Ea Hedegaard, Maja Carlsen, Casper Taarup, Caroline Matthiassen, Lyndon Smith, Mikkel Møller-Larsen

Thanks a lot to:
Susanne Szmyrko & Ole Rebien
Maria Bech Poulsen
Argonauta Records & All Noir PR

www.facebook.com/Redwolvesband/

www.redwolves.dk

ARCANE TALES

Il lyric video di “Genesis”, dall’album “Power Of The Sky” in uscita a ottobre (Broken Bones/Silverstream Records).

Il lyric video di “Genesis”, dall’album “Power Of The Sky” in uscita a ottobre (Broken Bones/Silverstream Records).

La one man band veneta Arcane Tales (power-symphonic metal) pubblicherà il nuovo album, intitolato “Power Of The Sky”, il 15 ottobre 2019 per Broken Bones/Silverstream Records, e si accoderà alla “Sapphire Stone Saga” che l’autore ha iniziato dal primo album e che vede il suo evolversi anche nei libri fantasy che l’autore stesso ha pubblicato. Di seguito artwork, tracklist e link del lyric video di “Genesis”, ovvero il singolo che anticipa l’album.

Tracklist:
1) Lux Lucet in Tenebris
2) Power of the Sky
3) Fire And Shadow
4) Genesis
5) Wind of Doom
6) As a Phoenix
7) Seed of Discord
8) The Magic Dance of the Snow
9) Into the Cradle of Sin

ARCANE TALES – Facebook:www.facebook.com/arcanetales/

ARCANE TALES – Reverbnation:www.reverbnation.com/arcanetales

BROKEN BONES RECORDS – Facebook: www.facebook.com/brokenbonesrecords/

BROKEN BONES RECORDS – Email:brokenbonesrecords@libero.it

SILVERSTREAM RECORDS – Facebook:www.facebook.com/silverstreamrecords/

SILVERSTREAM RECORDS – Email:silverstreamrecords@gmail.com

LE INTERVISTE DI OVERTHEWALL: MADHOUSE

Grazie alla reciproca collaborazione con la conduttrice radiofonica Mirella Catena, abbiamo la gradita opportunità di pubblicare le interviste effettuate nel corso del suo programma Overthewall, in onda ogni domenica alle 21.30 su Witch Web Radio.
Questa volta vi diamo la possibilità di ascoltare l’audio intervista di Mirella con Federica Tringali e Filippo Anfossi della rockband Madhouse per la pubblicazione del loro primo full length Madhouse Hotel.

IRONWILL

Il video di Ironwill, dall’album di prossima uscita Jonathan’s Journey.

Il video di Ironwill, dall’album di prossima uscita Jonathan’s Journey.

ALPHA OMEGA Management is thrilled to announce the signing of IRONWILL!

Italian guitarist, Salvo Dell’Arte, founder and mastermind of IRONWILL started his musical career at 16. After forming Steelgrey (later known as N.I.B.), Ironwill lost his way in the music since landing to the blues planet after a night spent with Luigi Tempera, the Master of blues, which led him to form, in 2011, Sharpeners with Fabio “Micio” Gattino: an acoustic blues duo. In 2017 Ironwill passes his guitar to a historic Italian band the Feary Tales orphaned by the 6 strings. The new self-titled Feary Tales EP is out now on all digital stores.

Meanwhile Ironwill has been working on a solo project of a concept album with social content about bullying and personae evolution; the story of Jonathan, a kid victim of bullying who lost his soul in a mirror, creating a mask for himself and becoming in the decades of follow Ironwill, the man. Each song tells the passages from Jonathan to Ironwill, the steps of the evolution of the “refuge” character. At the end after falling into the hell of the pain of the soul, Ironwill finds his evolution as a man after the collapse of the dam and the reunion with Jonathan. The man and the child join hands and resume the path of life with the transparency and genuineness of Jonathan and the maturity of Ironwill. The project is enriched by the essential contribution of Marzio Francone as producer and drummer as well as Real Input. The solo album “Jonathan’s Journey” will be released shorty. Stay tuned for more information.

IRONWILL stated on the signing:
“Ironwill is very happy to announce the signing with Alpha Omega Management. When I started recording my solo project, after years in metal bands, I was confident to find a good partner who is able to understand the real meaning of the concept album. “Jonathan’s Journey” is the beginning of a good collaboration with Alpha Omega a professional agency but after all a personal relationship among real people. I’m sure that we will gain our goals.”

IRONWILL involves on the bass Tony “The Fretless Monster” Franklin, who played with the most amazing musicians as Jimi Page, Paul Rodgers, Chris Slade, the Blue Murder, John Sykes, Carmine Appice, David Gilmour, Kate Bush, Whitesnake, Donna Lewis, Gary Hoey, Pat Travers). Each song is played by different singers: Piero Leporale (Uli Jon Roth, Michael, Angelo Batio, Andrea Braido, Vinny & Carmine Appice), Federica “Kifrah” Gerotto, AndreaRock (Virgin Radio) e Roberta Morgana (Jester Beast, Morgana). In December 2018 came out the EP “Bees and Flies” in preview, with four songs, available on all digital stores and in streaming. The first single and video “Ironwill” (feat. Annamaria Barbera “Sconsolata”) was unleashed on January 10th 2019, getting thousands of views in a few hours.

More information at:
BAND: www.ironwilltheband.com | www.facebook.com/salvo.ironwill.dellarte | www.youtube.com/watch?v=B17bHJBEa3o
MANAGEMENT: https://alphaomega-management.com | https://www.facebook.com/OfficialAlphaOmegaManagement

October Tide – In Splendor Below

In Splendor Below è senza dubbio un disco che merita d’essere ascoltato e che, probabilmente, convincerà pienamente più di un ascoltatore ma per quanto mi riguarda l’appuntamento con un nuovo capolavoro, se non all’altezza almeno vicino a Rain Without End, è nuovamente rimandato alla prossima occasione.

Riguardo agli October Tide ho sempre avuto la sensazione di essere al cospetto di una bella incompiuta, almeno prendendo in considerazione gli album pubblicati dopo la reunion del 2010, considerando i due lavori del secolo scorso (in particolare il magnifico Rain Without End) un qualcosa a sé stante.

La band dei fratelli Norrman si è sbarazzata piuttosto in fretta, in questo decennio, del potenziale fardello emotivo del death doom più cupo spingendo il sound verso un death melodico, comunque oscuro, che finisce per restare a metà strada tra le due vie maestre senza optare in maniera decisa per una di esse.
Il risultato non può certo definirsi insoddisfacente perché la risaputa maestria di questi musicisti garantisce appieno riguardo la qualità sonora espressa, però quel che resta alla fine dell’ascolto di In Splendor Below è quella di un album roccioso, ineccepibile a livello formale ma privo sia dei segnanti spunti emotivi del doom sia delle inarrestabili cavalcate tipiche del melodic death.
Stars Starve Me, per esempio, è un brano potente e accattivante ma che, a un certo punto, si avvita invece di proseguire con decisione sulla strada inizialmente intrapresa con quello che è forse il chorus più catchy dell’intero lavoro. Meglio, quindi, una traccia più cupa come We Died in October, il cui diritto di cittadinanza in abito death doom non viene mai messo in discussione grazie a un lavoro chitarristico più dolente e al notevole growl di Alexander Högbom, oppure Our Famine, dai ritmi ben più rallentati che riportano l’album in ambiti più prossimi al passato degli October Tide, o ancora la più dissonante e conclusiva Envy the Moon.
Poi è innegabile che canzoni come I, the Polluter e Guide My Pulse esibiscano quell’impatto tipico del death melodico che non è nelle corde di una band qualsiasi, per cui a livello di consuntivo In Splendor Below non può che essere considerato un lavoro più che mai riuscito e privo di particolari pecche.
L’unico vero appunto che mi permetto di fare a musicisti inattaccabili come i fratelli Norrman è che, ascoltando questo lavoro, non emerge un forte tratto distintivo tale da rendere immediatamente riconoscibile il sound, nonostante si parli di una band che ha raggiunto quasi un quarto di secolo di attività.
Per il resto, In Splendor Below è senza dubbio un disco che merita d’essere ascoltato e che, probabilmente, convincerà pienamente più di un ascoltatore ma per quanto mi riguarda l’appuntamento con un nuovo capolavoro, se non all’altezza almeno vicino a Rain Without End, è nuovamente rimandato alla prossima occasione.

Tracklist:
1. I, the Polluter
2. We Died in October
3. Ögonblick av nåd
4. Stars Starve Me
5. Our Famine
6. Guide My Pulse
7. Seconds
8. Envy the Moon

Line-up:
Fredrik “North” Norrman – Guitars
Mattias “Kryptan” Norrman – Guitars
Alexander Högbom – Vocals
Johan Jönsegård – Bass
Jonas Sköld – Drums

OCTOBER TIDE – Facebook

HOLY TIDE

Il lyric video di “Exodus”, dall’album “Aquila” in uscita a giugno (My Kingdom Music).

Il lyric video di “Exodus”, dall’album “Aquila” in uscita a giugno (My Kingdom Music).

International Heavy Metal band HOLY TIDE has revealed the first single called “Exodus”, taken from the upcoming debut album titled “Aquila” set for release on June 28th, 2019 via My Kingdom Music.

The lyric-video was created with the talent of the gifted Sergio Monfrinotti for Adhiira Art who has perfectly captured the feelings of the song, in the visual art.

Joe Caputo, mastermind of the project, comments: “Exodus” is one of the earliest tracks written for “Aquila”. It’s heavy, progressive, melodic and powerful at the same time and definitely it is a hymn to freedom, glory and redemption… chains can be broken and slaves will be set free”.

“Aquila” will create a new musical painting into Powerful, Melodic and Progressive Heavy Metal with 14 songs that represent a true emotional journey, performed by some great skilled musicians (Joe Caputo on bass, Gustavo Scaranelo on guitars from Brazil, Fabio Caldeira (Maestrick) on voice from Brazil and Michael Brush (Sirenia, Magic Kingdom) on drums from UK), with the sole purpose of giving life to a great musical kaleidoscope of melodies and pathos.
Some songs are enhanced by the presence of great special guests that we will present to you in the coming days.

So, no more to say here, just keep your eyes peeled for more news!
A tidal wave is about to hit you!

You can pre-order the CD at: http://smarturl.it/HOLYTIDE-CD

Official sites:
– MY KINGDOM MUSIC:
www.mykingdommusic.net
www.facebook.com/mykingdommusic.label
– HOLY TIDE:
www.facebook.com/holytideofficial

Tracklist:
1. Creation – The Divine Design
2. Exodus
3. Chains Of Enoch
4. Godincidence
5. Curse And Ecstasy
6. Eagle Eye
7. The Crack Of Dawn
8. Lord Of The Armies
9. Sunk Into The Ground
10. The Age Of Darkness
11. The Shepherd’s Stone
12. Lamentation
13. Return From Babylon
14. The Name Of Blasphemy

Funeral Hearse – In Devotion Of…

Il musicista di Singapore, come sovente avviene nelle lande asiatiche, offre un black metal che non attinge del tutto a quello di matrice scandinava, ma lo sporca con un’attitudine death avvicinandosi piuttosto al versante old school del genere in questa sua commistione.

Dopo alcune uscite d’assaggio e con una configurazione a due, i Funeral Hearse giungono al full length d’esordio risultando di fatto una one man band gestita da Azrael.

Il musicista di Singapore, come sovente avviene nelle lande asiatiche, offre un black metal che non attinge del tutto a quello di matrice scandinava, ma lo sporca con un’attitudine death avvicinandosi piuttosto al versante old school del genere in questa sua commistione.
Il risultato è decisamente buono, al netto di una produzione che, per scelta o necessità che sia, si rivela non del tutto adeguata a sostenere le buone trame offerte dal nostro, le quali si intrecciano con le interessanti tematiche volte ad esplorare un particolare culto religioso come quello della setta indù degli Aghori Sadhus.
Basta effettivamente ascoltare un brano come In Worship of the Divine per rendersi conto dell’impatto dirompente che avrebbe potuto avere  un così valido e competente omaggio alle band autrici del proto black metal negli anni ottanta con una registrazione migliore.
Detto ciò, In Devotion Of… dimostra ampiamente che  l’attenzione per questo tipo di proposta reclamata dai Funeral Hearse non è affatto immeritato, grazie ad un lavoro compositivo sempre efficace pur nella sua essenzialità, arricchito sporadicamente da qualche intermezzo etnico o interventi di strumenti tradizionali posizionati tra una traccia e l’altra.
In definitiva, questo primo passo su lunga distanza si lascia ascoltare con notevole piacere per la sua genuina ferocia e fa presagire sviluppi interessanti anche per il futuro

Tracklist:
1. Into the Eye of the Serpent
2. Burning Ambers from the Funeral Pyre
3. In Worship of the Divine
4. Under the Eclipse of a Pale Moon
5. Cleansing a Damned Soul
6. Alternate State of Consciousness

Line-up:
Azrael: Vocals/ Guitars/ Bass/ Drum programming

FUNERAL HEARSE – Facebook