Recensione

Dalla fucina musicale di Seattle si palesano i Bréag Naofa, fautori di uno sludge post metal piuttosto personale.

La band ha all’attivo due full length e qualche split album e, alla luce di quanto contenuto in questo ep intitolato Cearo, sarà il caso di recuperare al più presto tali lavori: infatti i Bréag Naofa (in gaelico significa pressapoco “menzogna sacra”) con questi due lunghi brani dimostrano quanto lo sludge non debba essere necessariamente monocorde o basato per lo più su un impatto ruvido e possente.
Specialmente il crescendo che caratterizza The Morning of è l’elemento distintivo di uno dei brani più belli ascoltati ultimamente, con il suo liquido post metal che si sviluppa con pazienza regalando splendide melodie, anche quando il gruppo alza al massimo i giri del motore, cosa che avviene invece per l’intera durata di Phosphorus, molto più spinta a livello ritmico ma ugualmente avvolgente nel suo incedere più lineare ma non meno intenso.
Il sestetto, che si avvale di una tripla chitarra, sorprende e convince con un’interpretazione di grande maturità, pienamente espressa tramite una ricerca melodica che viene sempre anteposta al riffing ossessivo che caratterizza di norma lo sludge.
Cearo si rivela così la molla ideale per sviscerare anche quanto già fatto dai Bréag Naofa, apprezzabili anche per la loro drammatica proposta lirica, che si rivelano non solo un interessante e futuribile prospetto bensì una realtà già fatta, compiuta ed assolutamente da portare alla conoscenza di chi vuole godere di musica rabbiosa ma allo stesso tempo capace di commuovere e di far pensare.

Tracklist:
1. The Morning of
2. Phosphorus

Line-up
Roger Kilburn – Guitar
Sam Lettes – Guitar
Tre Tre – Guitar
Rob Mcfeters – Vocals
Dustin Carroll – Bass
Bobby Hamana – Drums

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