Recensione

Resurrection Of The Flesh, il primo full length dei tedeschi Ceased arriva dopo una serie di singoli che sono confluiti nell’album, essendo peraltro legati tra loro da un valido concept lirico.

La band di Karlsruhe sviscera in maniera piuttosto profonda il rapporto del’uomo con la morte che va a cozzare con il desiderio di una vita eterna, andando ad alimentare le varie credenze religiose e tutto quanto ne consegue: il mezzo musicale per descrivere tutto ciò è un death doom piuttosto melodico e di buona fattura, con una Black Room che apre di fatto il lavoro andando a lambire sonorità non distanti dai Forgotten Tomb, mente con Virus Of The World il sound si fa molto più cupo e privo di luminosità.
Cambiano le cose, in tal senso, nella parte centrale grazie a due brani più rallentati e dolenti come Emptiness e Resurrection Of The Flesh , decisamente attraenti ne loro sviluppo melodico affidato ad una chitarra solista lineare ma molto efficace, mentre le conclusive Before The Law e Meaningless Words riprendono un ritmo più incalzante, esprimendo in maniera credibile la disillusione e la rabbia verso le molte esistenze sprecate nel percorrere una strada piena di speranza al termine della quale c’è solo un portone chiuso a doppia mandata.
I Ceased si rivelano davvero bravi nel conferire al proprio sound umori diversi, a seconda delle sensazioni descritte attraverso testi diretti ma tutt’altro che scontati, anche se, alla luce dei risultati ottenuti, fossi in loro spingerei maggiormente in futuro verso quella vena maggiormente evocativa che dimostrano d’avere ampiamente nelle corde.

Tracklist:
01. I – Denial
02. Black Room
03. Virus Of The World
04. II – Depression
05. Emptiness
06. Resurrection Of The Flesh
07. III – Acceptance
08. Before The Law
09. Meaningless Words

Line-up:
N – vocals
D – guitar
Y – guitar
E – bass

CEASED – Facebook