Recensione

In occasione della sua riedizione in uscita a giugno per la Folkvangr Records, riproponiamo quanto scritto nello scorso autunno a proposito di Gazing Light Eternity.

Terzo full length in un ridottissimo lasso di tempo per il progetto solista di Chiral, senza che la qualità del livello compositivo ne risenta, anzi …
Infatti, a partire da Abisso, album che arrivava a raccogliere e sintetizzare i frutti di un lavoro intenso durato per tutto il 2014 e parte del 2015, il musicista piacentino ha iniziato un percorso di crescita che lo ha postato ad essere uno dei protagonisti di una scena atmospheric black che, nel nostro paese, assume diverse sfaccettature.
Lo stile di Chiral differisce dal filone venato di epica e di retorica storico-guerresca (che sta comunque fornendo buoni frutti) e mostra invece il lato più riflessivo e, se vogliamo, naturalistico del genere.
Gazing Light Eternity, forse ancor più e meglio del suo predecessore Night Sky, è la rappresentazione di scenari che appaiono bucolici nelle sue fasi ambient, e velati di un’inquietudine che va a comporre un quadro in cui il gusto melodico mediterraneo si va a fondere con la scuola scandinava e con le derivazioni cascadiane di quella nordamericana.
L’album consta di quattro brani dei quali i due più lunghi (vicini al quarto d’ora) sono appunto contraddistinti da un black metal liquido e meditabondo, se si eccettuano le misurate accelerazioni in doppia cassa, dove un convincente substrato melodico funge da filo conduttore, ammantando di grande fascino le composizioni di qualità alle quali Chiral ci ha abituato.
Le due tracce più brevi (della durata di sei minuti circa) svelano la vena ambient del nostro, del quale qui si può apprezzare ancora di più l’abilità nel rendere meno interlocutoria e più affascinante questa sfumatura musicale (da rimarcare il lavoro chitarristico che resta quasi in sottofondo in The Hourglass).
Gazing Light Eternity conferma appieno il valore che Chiral aveva già esibito compiutamente nelle opere precedenti, e se consideriamo che stiamo parlando dello stesso musicista che sta dietro agli ottimi lavori di un altro progetto come Il Vuoto, appare in tutta la sua evidenza come ci si trovi al cospetto di un talento di livello superiore che merita tutto il supporto da parte degli appassionati italiani e non solo.

Tracklist:
1.Part I (The Gazer)
2.Part II (The Haze)
3.Part III (The Crown)
4.Part IV (The Hourglass)

Line-up:
Chiral

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