Recensione

Siete pronti per una nuova avventura spaziale insieme ai Damned Pilots?

Allora salite con loro sul furgoncino spaziale direttamente dagli anni settanta e volate su e giù per la galassia, scontrandovi con Gorguss, nemico di una vita.
La band post nuclear metal nostrana ha fatto le cose in grande per questo nuovo lavoro, prodotto da Ron Goudie (Gwar, Death Angel, Poison), mixato e masterizzato dal leggendario Bill Metoyer, (W.A.S.P., Trouble e Slayer) e l’album ne esce come un prodotto dal taglio internazionale, che amalgama con sagacia hard & heavy del decennio novantiano, metal estremo ed hard rock moderno e psichedelico, un caleidoscopio di sonorità tra sfumature vintage e bordate di groove metal dal buon appeal.
Un viaggio nello spazio, dunque, anche se le atmosfere alternano fughe nella galassia psichedelica e lunghe passeggiate in quel deserto americano dove i personaggi dei primi film di Rob Zombie compivano le loro malefatte a colpi di groove metal in La Sexorcisto style, quindi tanto flower power drogato di stoner e hard rock.
Non mancano accenni al doom, sempre con l’anima stonerizzata, ma è indubbio l’amore che il gruppo ha per il metal nato tra le pietre e la calda sabbia del deserto.
Overgalaxy non mancherà di fare proseliti tra gli amanti dei suoni americani di fine millennio, con cui la band gioca immettendo dosi letali di doom e rock che, andando a ritroso, non si ferma agli anni settanta, ma si spinge agli ultimi anni del decennio precedente, con riferimenti geniali a Beatles e Mark Bolan.
Poi quando lo scontro con Gorguss si fa più violento (Gorguss, il brano canzone) il doom metal prende il sopravvento per un risultato davvero riuscito, accompagnato da uno spirito hippy che spoglia il sound dalla durezza scarna del doom classico per donargli un’atmosfera da tragico e melanconico trip.
Un gran bel lavoro, che al sottoscritto ha ricordato a più riprese una via di mezzo tra il già citato La Sexorcisto, capolavoro degli White Zombie, Manic Frustration, l’album più hard rock della discografia dei doomster Trouble, e l’hard rock stonerizzato dei Monster Magnet, il tutto suonato tra gli anni sessanta ed il nuovo millennio.
Non ci sono riempitivi e l’ascolto se ne giova che è un piacere, dunque lasciate a casa lo scooter e guardate verso il cielo, potrebbe fare la sua comparsa il furgoncino spaziale dei Damned Pilots, e salirci, anche se pericoloso, è assolutamente consigliato.

TRACKLIST
01. Intro
02. Damned Pilots
03. Season Of The Ending
04. Desert Europa
05. Just Another Day
06. Gorguss
07. Hell Is Cold
08. People Don’t Die
09. Sylvanic
10. Mos

LINE-UP
Don Nutz
Sgt Ote
Willer Hz
Erik Space

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