Recensione

Una certa idiosincrasia che mi trovo ad esprimere sovente, nei confronti delle opere interamente strumentali, non va vista ovviamente come un atteggiamento assunto per partito preso, anche perché il tutto può essere riveduto in base al genere ed allo stile offerto.

Infatti, se continuo a ritenere abbastanza stucchevole questa soluzione in un genere più estremo come lo sludge/stoner, dove il rischio di ripetitività è elevatissimo, lo stesso non si può affermare per il prog metal, specialmente se le band che lo propongono lo fanno con la necessaria inventiva ed abilità tecnica.
E’ questo il caso degli spagnoli Deriva, con i quali mi scuso per aver recuperato il loro promo diversi mesi dopo l’invio, sepolto dalle montagne di materiale che vengono riversate quotidianamente su MetalEyes, con tutte le relative ed oggettive difficoltà nel farvi fronte adeguatamente.
Questo primo parto dei musicisti madrileni, tutt’altro che di primo pelo come si può tranquillamente evincere dalla disinvoltura con la quale si disimpegnano tra partiture piuttosto complesse, trova una sua ragion d’essere proprio nella varietà stilistica che porta i nostri, partendo dal una base prog metal, a sconfinare sovente nel post metal/post rock, mantenendo sempre in primo piano un gusto melodico mai banale ed evitando per quanto possibile di cadere nel tecnicismo fine a sé stesso.
Ecco spiegato, quindi, perché questo lavoro scorre via con una certa fluidità, tra ritmi sincopati, brusche accelerazioni, qualche accenno etnico (nella bellissima Substantia Negra) ed una scrittura sempre piuttosto controllata e mai ridondante.
L’opera omonima dei Deriva è una bella sorpresa e costituisce una forma che potrebbe far convergere consensi da parte di appassionati appartenenti a frange musicali differenti.

Tracklist:
1.Circadian
2.Thalamus
3.Cortex
4.Delta waves
5.Synapse
6.Substantia Nigra
7.Adrenaline
8.Dopamine

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