Recensione

Full length d’esordio per i paulisti Dirty Grave, band il cui sound deriva in maniera quanto mai esplicita dai giganti del classic doom, partendo dai Black Sabbath per arrivare ai Saint Vitus e, soprattutto, ai Pentagram.

Il gruppo del redivivo Bobby Liebling pare essere, infatti, il principale punto di riferimento di questi musicisti, i quali non si pongono particolari problemi al riguardo, offrendo una prova di sostanza che, probabilmente, non entrerà negli annali del genere ma è ugualmente in grado di lasciare buone sensazioni all’ascoltatore.
Uno dei pregi del trio brasiliano è quello di non risultare monotematico, consentendo alla propia matrice tradizionalmente doom di espandersi verso sfumature diverse, come il blues della cover di Willie Dixon, Evil (Is Going On), l’inprinting hendrixiano della title track, l’hard rock psichedelico di Satan’s Wings, questo tanto per citare solo alcune della canzoni di un album piuttosto scorrevole e che lascia in chiusura la più oscura e minacciosa The Black Cloud Comes.
Psichedelia e blues sono comunque le due componenti che vanno a compenetrarsi con le radici più profonde del doom il che, complice una produzione abbastanza sporca, conferisce all’album quell’aura vintage che indubbiamente si confà a simili coordinate sonore.
Evil Desire è un lavoro più che onesto da parte di una band capace comunque di trasmettere buone vibrazioni e che trova il modo di non tediare l’ascoltatore grazie ad un approccio piacevolmente naif.

Tracklist:
01. Satan’s Wings
02. Until The Day I Die
03. Evil Desire
04. Evil (Is Going On) [Willie Dixon cover]
05. Beyong The Door
06. Remorse
07. You Dead
08. The Black Cloud Comes

Line-up:
Mark Rainbow – vocal, bass
Victor Berg – guitar
Arthur Assis – drums

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