Recensione

In questi anni che hanno visto il ritorno in auge delle sonorità chiamate old school o vintage (a seconda del genere), ogni scena ha tirato fuori dal cilindro i propri eroi, dalla Scandinavia agli States, passando per l’Europa centrale ed ovviamente dal suolo italico.

La Black Widow, storica label genovese e punto fermo per gli amanti dell’hard rock e del progressive, licenzia questo bellissimo lavoro, il terzo degli Electric Swan del chitarrista piacentino Lucio “Swan” Calegari, dopo il debutto omonimo uscito ormai una decina d’anni fa ed il precedente Swirl In Gravity del 2012, primo album sotto l’ala dell’etichetta ligure.
Da qui partiamo per raccontarvi in poche righe il viaggio sulle ali del cigno elettrico, un volo lungo sessanta minuti, in cui l’hard rock settantiano si ammanta di psichedelia e funky, lasciando senza fiato come si trattasse di un virtuale giro sulle montagne russe del rock.
Presi per il colletto e strattonati dai riff di Calegari, che sanno tanto di Led Zeppelin, Black Sabbath e blues rock, ipnotizzati dalla prova di una Monica Sardella all’attacco delle nuove eroine dell’hard rock (Heidi Solheim, Elin Larsson, Alia Spaceface) e colpiti ai fianchi da una sezione ritmica che si prende carico della struttura dei brani con una varietà stilistica sorprendente (Vincenzo Ferrari al basso e Alessandro Fantasia alla batteria), veniamo dunque portati in alto dalla musica del bellissimo cigno lombardo che non ne vuol sapere di tornare al suolo e continua a farci volare con una serie di straordinarie jam.
Ed i bran sono proprio questo, lunghe jam nelle quali il gruppo mette a disposizione dell’ascoltatore il proprio talento, non scendendo mai sotto un livello d’eccellenza e stupendo grazie ad un  songwriting che non permette di distrarsi un attimo, rapiti dal vortice di musica di cui si compone Windblown.
Pur dovendo teoricamente nominare tutte le tracce dell’album, per dovere di cronaca cito le tre bellissime cover Sin’s A Good Man’s Brother (Grand Funk Railroad), Midnight (T.Rex) e If I’m In Luck I Might Get Picked Up (Betty Davis) ed almeno un tris di capolavori, il poderoso hard rock di Leaves, spezzato in due da un intermezzo soul/funky,  lo strumentale Beautiful Bastard, sette minuti di delirio rock con il sax dell’ospite Simone Battaglia, e l’emozionante Here Is Nowhere, ballad che sanguina blues valorizzata dall’interpretazione straordinaria di Monica Sardella.
Non rimane che fare i complimenti agli Electric Swan per questa bellissima opera consigliata agli amanti dell’hard rock legato alla tradizione settantiana.

Tracklist
01. Cry Your Eyes Out
02. Face To Face
03. Bad Mood
04. Leaves
05. Losin’ Time
06. Sin’s A Good Man’s Brother (Grand Funk Railroad cover)
07. Beautiful Bastard
08. Carried By The Wind
09. Here Is Nowhere
10. If I’m In Luck I Might Get Picked Up (Betty Davis cover)
11. Windblown
12. Midnight (T.Rex cover)

Line-up
Monica Sardella: Vocals
Lucio Calegari: Guitars, Vocals
Vincenzo Ferrari: Bass
Alessandro Fantasia: Drums

Special guests:
Sergio Battaglia: Saxophones (tracks 2, 7)
Samuele Tesori: Flute (track 9)
Paolo Negri: Hammond Organ, Electric Piano, Mellotron, Moog (track 10)

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