Recensione

Tornano i maggiori interpreti svizzeri del folk metal, con l’atteso seguito di Evocation I : The Arcane Dominion, riprendendo il discorso interrotto nel 2009, anche se poi continuato con altri dischi.

La creatura di Chrigel Glanzmann ha ben quattro nuovi membri e non sono state poche le difficoltà da Origins del 2014, ma ora il gruppo è tornato più forte che mai. Ascoltando questo disco non si può fare a meno di essere rapiti dalla bellezza della loro musica, accompagnata dal dolcissimo canto della nuova cantante Fabienne Erni, davvero una scelta azzeccata. Continua con immutato vigore la grande ricerca storica e stilistica che gli Eluveitie hanno sempre compiuto per i loro dischi: Evocation II : Pantheon è in pratica un viaggio nel cuore degli dei celtici e non solo, uno scoprire l’anima nascosta dell’Europa occidentale. Ci sono credenze e riti molto antichi che hanno accompagnato i nostri avi, che erano comuni ad un insieme di popoli, accompagnati da una grande ricerca esoterica spazzata via dal cristianesimo, che essendo un culto monoteistico molto aggressivo mal tollerava le divergenze, ed infatti gran parte delle chiese sono state edificate su luoghi di precedenti templi pagani. Grazie a persone come gli Eluveitie si è però riusciti a tramandare la vera tradizione delle nostre terre, il pantheon delle divinità legate alla natura, come Cerunnos, il dio cervo proveniente da un’eredità spirituale ben più antica dei celti, da un trapassato remoto che abbiamo dimenticato. La musica è quanto di meglio possa offrire il vero folk metal, sempre volto a ricreare suoni e musiche antiche con una grande ricerca filologica. La lingua utilizzata dagli svizzeri è il gallico, con testi scritti grazie a consultazioni con insigni linguisti. Ciò che colpisce maggiormente è come questa musica riesca a colpire al cuore menti considerate moderne, perché qui si parla ad una parte della nostra anima che è sopita dentro di noi, ma che è ben viva e presente. Non so se si possa parlare di migliore prova in generale per il gruppo elvetico, poiché la sua qualità è sempre stata alta, ma questa è una prova molto convincente e magica, che va ben oltre la musica. Ascoltando ad occhi chiusi pezzi come Artio la mente vola lontana, a prati ancora vergini, risate di donne e uomini, sudore di vita dura, boschi brulicanti di vita e portali tra una dimensione e l’altra, e quando entra il flauto la magia aumenta. Una grande prova per uno dei migliori gruppi di musica folk.

Tracklist
1.Dvressu
2.Epona
3.Svcellos II (Sequel)
4.Nantosvelta
5.Tovtatis
6.Lvgvs
7.Grannos
8.Cernvnnos
9.Catvrix
10.Artio
11.Aventia
12.Ogmios
13.Esvs
14.Antvmnos
15.Tarvos II (Sequel)
16.Belenos
17. Taranis
18.Nemeton

Line-up
Alain Ackermann – Drums
Chrigel Glanzmann – Vocals, Mandola & Mandolin, Tin & Low Whistles, Bagpipes, Bodhràn
Michalina Malisz -Session Hurdygurdy
Jonas Wolf – Guitars
Rafael Salzmann – Guitars
Matteo Sisti – Tin & Low Whistles, Bagpipe, Mandola
Kay Brem – Bass
Nicole Anspenger- Fiddle
Fabienne Erni – Vocals, Harp, Mandola

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