Recensione

Il rock progressivo torna sulle pagine di MetalEyes con il terzo lavoro dei genovesi Eris Pluvia, attivi dal 1980 anche se non troppo prolifici.

Siamo infatti arrivati solo al terzo album in più di trent’anni, eppure l’esordio Rings Of Earthly Light è considerato un must del rock progressivo uscito dallo stivale, dopo l’epoca aurea del decennio precedente.
Gli Eris Pluvia tornano così con un nuovo album ed una formazione rivoluzionata, dopo che Third Eye Light segnò il primo lavoro del nuovo millennio, anche se arrivato solo nel 2010 e, per di più, il gruppo l’anno dopo deve scontrarsi con il destino che li priva del tastierista Paolo Raciti, elemento importantissimo nell’economia del loro sound.
L’opera a lui dedicata, Different Earths, pur con qualche elemento innovativo prosegue la tradizione il percorso del gruppo ligure, il progressive rock che esce dalla mente e dagli strumenti è assolutamente ispirato alla tradizione, dunque l’album è dedicato ai fans del genere e nel genere si specchia nel suo elegante e raffinato incedere.
Trattasi di un concept legato alla condizione del pianeta e dell’impatto negativo dell’uomo su di essa, raccontato con una vena melanconica che porta inevitabilmente a pensare, lasciando che la musica fluisca in noi come l’acqua di un ruscello montano.
La musica degli Eris Pluvia mantiene un approccio delicato e, anche nei momenti più tragici e bui, la band continua a cesellare note incantevoli, intimiste ed avvolte in una tristezza radicata in anni testimoni del decadimento del nostro pianeta e dunque dell’uomo, ormai totalmente alla mercé di sé stesso.
Nove i brani che caratterizzano Different Earths, con il cuore dell’album lasciato alla bellissima ed emozionate Heroes Of The Dark Star e all’ incantevole Aqua.
Buona la prestazione, raffinata e mai urlante, di Roberto Minniti alla voce, e quella di Roberta Piras al flauto, che valorizza con interventi crimsoniani il sound di Different Lights, incentrato come giù espresso sul progressive rock tradizionale di Genesis e Camel.
Un buon lavoro, ispirato ed emozionante, pervaso di oscura e melanconica tristezza e perciò, in questi tempi di allegria artefatta, non per tutti.

TRACKLIST
1. Renaissance (TDOMS Reprise)
2. Man on a Rope
3. Aqua
4. Rain is Falling
5. Poet’s Island
6. Black Rainbow
7. Heroes of the Dark Star
8. Springtime Drop
9. The Door of my Soul

LINE-UP
Alessandro Cavatorti – guitars, words
Marco Forella – bass, piano, acoustic guitar, keyboards, drums, percussion
Roberta Piras – flute
Roberto Minniti – vocals

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