Recensione

Con un altra proposta che si inserisce nel metallo progressivo moderno, i danesi Ghost Iris tornano con un album che non cambia le carte in tavola, specialmente se si guarda al passato e a quello proposto con il debutto licenziato un paio di anni fa (Anecdotes of Science and Soul): un metalcore dai caratteri progressivi, meno cervellotico dei Meshuggah e molto melodico, con l’utilizzo della classica voce pulita in contrasto allo scream/growl.

Ottimo l’uso dei cori e davvero super la sezione ritmica, che pennella potentissime ritmiche dai rimandi post metal e prog, mentre sfuriate core ed atmosfere più rilassate fanno da cornice ad un sound che di originale ormai ha poco e che, a tratti, risulta freddino.
Tesseract è il nome che si può accostare senza indugi al quartetto danese, che non ne vuole sapere di partiture semplici e cerca in tutti i modi di stupire, talvolta riuscendoci, altre volte inciampando in un intricato songwriting, costruito esclusivamente per mera ambizione tecnica.
E’ questo il più grosso difetto di questo Blind World: se non si è amanti di questi suoni si finisce per passare oltre, confusi dalla marea di note che, perfette a livello tecnico, lasciano per strada qualcosa sotto l’aspetto dell’appeal: un genere non facile e che, ultimamente, risulta inflazionato porta l’ascoltatore verso altri lidi, con la pienezza spesso disturbante dei Ghost Iris che si salvano in zona Cesarini (calcisticamente parlando) con le buone The Flower Of Life e Time Will Tell.
Un lavoro riuscito solo in parte ed apprezzabile solo per i fans accaniti del genere, tutti gli altri ci si avvicinino con le precauzioni del caso.

TRACKLIST
01. Gods Of Neglect
02. Save Yourself
03. The Flower Of Life
04. Pinnacle
05. No Way Out
06. Blind World
07. Time Will Tell
08. The Silhouette
09. After The Sun Sets
10. Detached

LINE-UP
Nicklas – Guitar, Bass
Peter – Guitar, Bass
Jesper – Vocals
Sebastian – Drums

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