Recensione

Torna con una formazione diversa uno dei gruppi fondamentali nella storia dello sludge, pubblicando un album pesantissimo e bellissimo.

Con gli inglesi Iron Monkey ci eravamo lasciati nel 1999, quando si sciolsero dopo aver pubblicato due album devastanti come Iron Monkey e Our Problem, grondanti sangue e uno sludge metal imbastardito con il noise e con il metal, il tutto farcito da un groove marcio.
Nati a Nottingham e fieramente parte di quella scena, pubblicarono il primo album omonimo nel 1996 con la piccola Union Mill, e il disco venne ristampato l’anno successivo dalla concittadina Earache, il massimo all’epoca per chi volesse farsi devastare le orecchie. Gli Iron Monkey avevano e hanno un retroterra punk hardcore e ciò lo si può sentire anche ora, riuscendo ad unire ciò con altri elementi per un mix unico. La linea genealogica porta sicuramente ai Black Sabbath per quanto riguarda i riff, inoltre i ragazzi di Nottingham hanno sviluppato un qualcosa che dall’altra parte dell’oceano veniva su quasi uguale ad opera degli Eyehategod o dei Crowbar per certi aspetti. Bisogna però mettere subito in chiaro che il suono degli Eyehategod e degli Iron Monkey ha ben poco in comune se lo si ascolta, poiché gli inglesi hanno una maggiore linea melodica nascosta sotto un cumulo di pesantezza, mentre gli americani sono maggiormente legati alla jam come metodo di composizione.
Questo album non è affatto un tuffo nel passato, questa è una nuova fase nella vita della band: sono cambiati i componenti, nel 2002 è morto Johnny Morrow per un attacco di cuore, essendo gravemente malato ai reni, ed il suo posto alla voce è stato preso da S. Briggs dai Chaos Uk, il quale aveva suonato con Morrow nei My War. Rispetto a Morrow, Briggs possiede una voce meno potente e cavernosa, ma più adatta a pezzi maggiormente veloci. Uno dei pregi del gruppo, e che è fortemente presente su 09 13, è l’assoluta mancanza di pianificazione della canzone, si parte e poi si vedrà dove si arriva, per cui si alternano pezzi più lenti e pesanti ad altri veloci, quasi hardcore sludge, con il risultato di dare una mazzata incredibile all’ascoltatore. Gli Iron Monkey sono sempre pesanti e dal suono unico, ed in questo disco riescono a completare alcuni discorsi che nei lavori precedenti erano rimasti solo in nuce. 09 13 è una prova potentissima e molto violenta, che fa ben capire perché questo gruppo sia stato uno dei più amati del genere, e mostra anche quanto ancora possa dare, anche se in pratica l’unico membro originario rimasto è il chitarrista Robert Graves.

Tracklist
1.Crown of Electrodes
2.OmegaMangler
3.9-13
4.Toadcrucifier – R.I.P.PER
5.Destroyer
6.Mortarhex
7.The Rope
8.Doomsday Impulse Multiplier
9.Moreland St. Hammervortex

Line-up
JIM
LEGENDARY STEVE WATSON
BRIGGA

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