Recensione

Lungo ep di due tracce per gli australiani Merchant, band emergente in ambito psychedelic sludge.

Dopo i buoni riscontri ottenuti con il full length Suzerain dello scorso anno, i quattro di Melbourne consolidano tali sensazione con questa mezz’ora di stoner sludge catramoso, opprimente, privo di particolari sbocchi melodici ma abbastanza efficace.
In fondo in questa descrizione credo che vengano riassunti quelli che sono pregi e difetti del lavoro, a seconda della predisposizione dell’ascoltatore per questo genere.
Per cui, chi adora farsi strapazzare senza porsi particolari limiti temporali da riff pesanti, inseriti all’interno di un’atmosfera lisergica con voce urlante sullo sfondo, Beneath è sicuramente consigliato, mentre lo stesso non si può certo fare nei confronti di chi, nella musica, va alla ricerca di particolari raffinatezze e dono della sintesi.
Le due tracce sono piuttosto simili, sia per durata (un quarto d’ora) sia per l’incedere, anche se forse Guile As A Vice è più prevedibile ma meglio focalizzata sull’obiettivo, mentre Succumbing, dopo una prima parte ancor più monolitica, si perde in un rumorismo finale che in un brano di tale lunghezza non si rivela forse del tutto opportuno.
Il vero problema di questa uscita è che, seguendo in maniera fedele, il canovaccio del genere, i Merchant fanno ben poco per differenziarsi rispetto a tutte le altre band che percorrono con uguale convinzione questo percorso, e la mia sensazione è che una simile proposta si riveli molto più efficace in ambito live, dove si può contare su un maggiore coinvolgimento degli ascoltatori e sulla potenza dei watt scaricati, che non su disco dove, dopo uno o due ascolti, è forte il rischio di saturazione.

Tracklist:
1. Guile As A Vice
2. Succumbing

Line up:
Tommy Mirgiannis – Vocals
Ben Kerr – Guitars
Wilson Hede – Bass
Nick James – Drums

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