Recensione

Attendevo da tempo un nome nuovo che andasse ad arricchire con la propria presenza la scena funeral doom, stante il prolungato fermo negli ultimi anni di gran parte delle band storiche.

I Mesmur giungono a colmare questo momentaneo vuoto con un’opera monumentale come S, non solo confermando quanto di buono avevano già fatto con l’omonimo album d’esordio ma addirittura perfezionando e focalizzando al meglio le caratteristiche del genere.
Il questo d’ora di Singularity profuma già di capolavoro, con il funeral che ascende alle vette sulle quali stanno assise band come Esoteric, Evoken, Ea, Mournful Congregation, Monolithe e Worship, dalle quali i Mesmur attingono il meglio per tessere il loro dolente disegno musicale.
Il fondatore e compositore principale della band, lo statunitense Jeremy Lewis, con il suo lavoro alla chitarra e alle tastiere delinea un incedere sofferto ma carico di emotività, almeno nella traccia d’apertura e nell’altrettanto lunga e successiva Exile: qui la sei corde produce un lamento lancinante prima che il growl dell’australiano Chris G, vocalist anche degli ottimi Orphans Of Dusk, prenda il sopravvento scaraventando il sound in un abisso di oscurità.
Il gruppo è completato da una coppia ritmica decisamente incisiva ed altrettanto dinamica (se rapportata al genere, ovviamente) formata dal batterista John Devos (assieme a Lewis nei blacksters DallaNebbia) e dal bassista italiano Michele Mura (ex Lightless Moor): un’internazionalità che conferma per i Mesmur lo status di progetto (almeno per ora) esclusivamente da studio (del resto anche nel precedente album il basso era affidato ad un musicista residente nel vecchio continente, nella persona del norvegese Aslak Karlsen Hauglid).
Distension, terza traccia che viaggia sempre sul quarto d’ora abbondante di durata, mostra maggiori dissonanze e, se possibile, si trascina in maniera ancor più sofferta rispetto ai precedenti brani, ritrovando uno struggente barlume melodico nella sua part finale.
S = k ln Ω chiude questo splendido lavoro con sei minuti strumentali in cui l’ambient drone iniziale si stempera in note intrise di una malinconia cosmica, tratto preponderante di un’opera magnifica che si propone come la migliore per distacco del 2017 in ambito funeral, salvo auspicabili smentite in questi ultimi mesi.

Tracklist:
1. Singularity
2. Exile
3. Distension
4. S = k ln Ω

Line up:
Jeremy Lewis – Guitars/Synth
John Devos – Drums
Michele Mura – Bass
Chris G – Vocals

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