Recensione

I Patria sono da un decennio gli esponenti più in vista del black metal brasiliano.

Indubbiamente tale status è dovuto anche alla notevole prolificità della band, considerando che Magna Adversia ne è il sesto full length, attorniato da una sequela di uscite minori. Del resto, nella scena musicale odierna, ed ancor più nell’underground metal, è quanto mai importante dare frequenti segnali di vita per non farsi dimenticare, venendo soppiantati da altri nomi.
I Patria indubbiamente aderiscono a tale modello e lo fanno per di più (cosa fondamentale) unendo alla quantità quella qualità di cui quest’ultimo lavoro non fa certo difetto.
Il black metal, nell’interpretazione fornita dalla coppia Mantus / Triumphsword, aderisce in maniera piuttosto fedele ai dettami nordeuropei, con una certa tendenza verso le sonorità della scuola svedese, nonostante in questa occasione i nostri si avvalgano dell’aiuto di nomi pesanti della scena norvegese quali Asgeir Mickelson alla batteria e Øystein G. Brun alla produzione.
Forse anche grazie a questo incontro tra diversi flussi di ispirazione che vanno a fondersi con un gusto melodico ben radicato nelle radici latine dei musicisti, Magna Adversia entra a far parte di diritto del novero di album black metal che, probabilmente, verranno ricordati a livello di consuntivi di fine anno.
Se è inutile ricercare spunti innovativi vale la pena infatti di godere della capacità della band brasiliana di rendere ogni brano meritevole di attenzione per perizia tecnica, intensità e fruibilità, proprio grazie a linee melodiche che sovente vengono guidate da eccellenti progressioni chitarristiche o dalle puntuali ed efficaci orchestrazioni affidate a Fabiano Penna dei Rebaelliun.
L’aggettivo più calzante per un lavoro come Magna Adversia è “completo”, in quanto non manca nulla di ciò che l’appassionato ricerca in un album black: potenza strumentale unita a forza evocativa, ritmi incalzanti ma controllati, fino a qualche sconfinamento nel doom, varietà compositiva conferita da diversi break acustici ed uno screaming adeguatamente vetriolico; dovendo estrarre dal mazzo i brani che più mi hanno colpito in una tracklist inattaccabile, scelgo la più rallentata A Two-Way Path, l’irresistibile Communion e la più nervosa Porcelain Idols.
Se il black metal può aver esaurito in parte la propria spinta propulsiva nelle aree geografiche che ne hanno visto la nascita e la consacrazione, non è affatto così in nazioni in cui la tradizione del genere è relativamente recente e viene costantemente ravvivata da band come i Patria che, fortunatamente, hanno ancora molto da dire e da fare.

Tracklist:
1. Infidels
2. Axis
3. Heartless
4. A Two-Way Path
5. Communion
6. Now I Bleed
7. Arsonist
8. The Oath
9. Porcelain Idols
10. Magna Adversia

Line-up:
Mantus – all instruments
Triumphsword – vocals

Asgeir Mickelson – drums

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