Recensione

In Portogallo non si vive di solo Cristiano Ronaldo o, metallicamente parlando, di Moonspell: oltre ad una scena black metal underground che sta facendo parlare di sé per un ritorno all’attitudine e l’impatto dei primi anni novanta, ci sono realtà valide e da non perdere in tutti i generi.

Oltre all’alternative rock e metal, generi di cui ho parlato un po’ di tempo fa, il metal classico é ben presente nel dna dei metallers lusitani, con il thrash si palesa con il terzo album del terzetto Prayers Of Sanity.
La band, nata nel 2007, torna dopo cinque anni licenziando questa bomba sonora dal titolo Face of the Unknown, con una formazione a tre dopo la dipartita di due quinti della formazione con Tião alle prese con chitarra e voce, Carlos al basso e Artur alle pelli.
Il gruppo proveniente da Lagos non le manda certo a dire e ci investe con una tempesta di thrash metal statunitense veloce, melodico ed arrabbiato quel tanto che basta per far nascere un tornado, tra ispirazioni che vanno da un inchino agli Exodus fino ad una vera adorazione per i Testament ripuliti dalle scorie death metal.
Ne esce mezzora di fiammeggiante metallo, thrash nella più pura concezione del termine, almeno se si guarda alla scuola americana, con una serie di brani che, dalla title track che fa da opener passano per il massacro perpetuato da Unturned e Someday.
Leggendo qua e là mi è capitato di imbattermi in una diatriba dei soliti possessori della verità sulle preferenze tra thrash americano ed europeo: bene, i due fratellini metallici sono figli di un unico padre e, quando vengono suonati con l’impatto e la passione di cui è ricco questo lavoro, diventano imprescindibili nella storia del metal mondiale, lo confermano i Prayers Of Sanity.

TRACKLIST
1. Face of the Unknown
2. Dead Alive
3. Past, Present, None
4. Unturned
5. In Between
6. March Forward
7. Someday
8. Betrayer
9. Nothing

LINE-UP
Artur – Drums
Carlos -Bass
Tião – Vocals, Guitars

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