Recensione

Dopo aver parlato qualche giorno fa dei Farsot, eccoci alle prese con un’altra band tedesca dedita al black metal, i Rimruna.

Il duo berlinese è al suo secondo full length e, tutto sommato, mostra un’altra faccia della stessa medaglia rispetto alla già citata band della Turingia, in quanto  i nostri esplorano invece il lato più tradizionale del genere, anche se si potrebbe definire più di altri orientato alla scuola scandinava: il deciso ricorso alla lingua madre però spazza via ogni dubbio al riguardo, se non bastasse una certa vicinanza ai Lunar Aurora per un suono asciutto ed essenziale, capace d’essere corrosivo e allo stesso tempo sognante, essendo strutturato per lo più su mid tempo in cui la fanno da padroni arpeggi chitarristici minimali ma di notevole efficacia.
Algido, solenne ed epico, con linee melodiche guidate da un tipico tremolo, Der Hatz Entronnen, si snoda lungo quattro lunghe tracce principali, più intro ed outro acustiche, rivelandosi un prodotto in linea con il black di casa Naturmacht, laddove viene preferito un approccio oscuro, dalla registrazione lo-fi che però non ostacola l’ascolto di un lavoro intriso di tematiche naturalistiche.
Der Hatz Entronnen non è affatto un album malleabile, ma riesce ugualmente ad essere avvolgente, con una magnifica title track che racchiude idealmente le migliori caratteristiche dei Rimruna, ennesimi portabandiera di un black metal tedesco il cui livello qualitativo medio non può costituire più una sorpresa.

Tracklist:
1. Unrast
2. Tor der Zeit
3. Wirren
4. Der Hatz entronnen
5. In Ewigkeit versunken
6. Erwacht aus leerem Schlummer

Line-up:
Hiverfroid – Drums
Wintergrimm – Guitars, Vocals

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