Solbrud – Vemod

Vemod si rivela uno degli album più convincenti dell’anno: rabbioso, intenso, ossessivo ma anche capace di far riflettere, in sintesi, difficile far meglio di così.

Vemod è il terzo full length dei Solbrud, band danese autrice ad un black metal decisamente di buona fattura.

Nonostante la contiguità geografica e linguistica con la Norvegia, dalla patria di Amleto non è certo uscita una quantità industriarle di gruppi dediti al genere, per cui questo quartetto proveniente dalla capitale costituisce a suo modo una piacevole anomalia.
I Solbrud interpretano il black con una vena al contempo algida ed atmosferica, e tutto sommato paiono volgere lo sguardo molto più ad ovest, verso le coste canadesi e statunitensi piuttosto che puntare alle vicine lande scandinave: così momenti più rarefatti di matrice ambient si alternano a repentine sfuriate dal notevole impulso melodico, come avviene emblematicamente nell’opener Det sidste lys.
Vemod consta di quattro lunghi brani che assieme raggiungono i cinquanta minuti di durata, il che rende impegnativo l’ascolto ma nel contempo consente ai Solbrud di sviluppare con più calma e meno frenesia la propria idea di black metal, che diviene poi decisamente esemplare per oscurità nei primi martellanti sei minuti di Forfald.
Indubbiamente la band danese segue uno schema consolidato e fruttuoso, affidando al tremolo delle chitarre il compito di delineare melodie che si stagliano sulla furia dei blast beat, interrompendo il tutto con passaggi più riflessivi che, alla fine, hanno la funzione di sospendere ad arte il flusso emotivo per poi incrementarne ulteriormente l’impatto al momento della ripresa.
Del resto funziona così anche per Menneskeværk e Besat af mørke, e quello che può apparire scontato e ripetitivo è in realtà la maniera ideale di veicolare al meglio, da parte dei Solbrud, la loro condivisibile visione apocalittica concernente il destino dell’umanità.
Vemod si rivela così uno degli album più convincenti dell’anno: rabbioso, intenso, ossessivo ma anche capace di far riflettere, in sintesi, difficile far meglio di così.

Tracklist:
1. Det sidste lys
2. Forfald
3. Menneskeværk
4. Besat af mørke

Line-up:
Tobias Pedersen – Bass
Troels Pedersen – Drums
Adrian Utzon Dietz – Guitars
Ole Pedersen Luk – Vocals, Guitars

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