Recensione

Gli Space Witch, realtà doom psichedelica nata Stoke On Trent, in Gran Bretagna, sono attivi da circa un decennio.

Una manciata di lavori minori ed un debutto omonimo compongono la discografia del quartetto, che con questo nuovo album attacca direttamente la labile mente di chi, ignaro, si avvicina senza le dovute precauzioni alla sua musica.
Un sound che è più di quanto disturbato si possa trovare in giro se si parla di doom metal, una musica che rispecchia jam drogate e pesantissime, un labirinto sonoro dove ragione e pazzia vivono divise da una linea sottile, mentre il viaggio intrapreso dalla mente si fa subito irto di insidie già dalle prime note dell’opener Astro Genocide.
Quattro brani per quaranta minuti di musica assuefatta da allucinate parti psych rock, doom ancestrale e dosi micidiali di stoner desertico, ma non di questa terra.
Su Battle Hag ci si perde in deserti spaziali, mentre il lungo incedere della nociva Cosmonoid si ripercuote sull’integrità mentale di chi ascolta, tratteggiata da armonie orientaleggianti che si affacciano sul vuoto cosmico, in un black hole di luci e ombre, claustrofobici giochi nel nero eterno dell spazio profondo.
Hex conclude l’album, si rifà vivo il canto declamatorio di chi ci mette in guardia sul perdersi in questo viaggio mentale che richiama Ufomammut, Electric Wizard, Hawkwind e Sleep, drogati e persi nel sound degli Space Witch.
Album da maneggiare con molta cura, le controindicazioni sono  fatali, così che Arcanum è consigliato ai soli fans di questo micidiale genere.

TRACKLIST
1.Astro Genocide
2.Battle Hag
3.Cosmonoid
4.Hex

LINE-UP
Daz Rowlands – Guitar/FX
Dan Mansfield – Drums
Peter Callaghan – Electronics
Tomas Cairn – Bass

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