Recensione

Due anni fa, passeggiando ai margini di un bosco immaginario, in un luogo sperduto tra le montagne austriache avevamo incontrato la mostruosa creatura dal nome Tarlung, un essere che si nutre di doom metal stonerizzato, mistica ed occulta creatura che faceva scempio dell’indifferente umanità che maldestramente si avvicinava troppo alla sua tana.

Poche notizie dopo il fiero pasto del primo full length, con un ep (Void) uscito lo scorso anno, ma ora la bestia torna più forte che mai a fare strazio di anime con Beyond the Black Pyramid, mastodontico e infinito lavoro che il terzetto ha preparato per torturare anime e corpi.
In quasi settanta minuti, questa volta Philipp “Five” (chitarra e voce), Clemens “Rotten” (chitarra) e Marian (batteria), non hanno voluto fare prigionieri, e ipnotizzando le vittime le hanno spogliate di ogni resistenza e scaraventate giù nei meandri della piramide nera, in balia di mostri da millenni residenti nell’ultima dimora del male.
Si continua, come nel primo lavoro, a danzare tra i cadaveri squartati dalla famelica creatura, mentre il doom e lo stoner amoreggiano lascivi con una psichedelia infernale, inesorabile arma per catturare e fare scempio di umane debolezze.
Beyond the Black Pyramid è una lunga e devastante (per la nostra ragione) jam acida e primordiale con almeno un terzetto di capolavori estremi dal lento e cerimoniale incedere: Kings And Graves, la title track e la conclusiva Karma.
Probabilmente non andranno mai oltre l’apprezzamento di quei pochi e fortunati ascoltatori che si imbatteranno in Beyond The Black Pyramid, ma per i Tarlung, continuando di questo passo, si prepara degnamente un futuro da cult band.

TRACKLIST
1.It Waits in the Dark
2.Dying of the Light
3.Mud Town
4.Kings and Graves
5.The Prime of Your Existence
6.Resignation
7.Born Dead
8.Beyond the Black Pyramid
9.Karma

LINE-UP
Marian Waibl – Drums
Rotten – Guitars
Philipp “Five” Seiler – Guitars, Vocals

TARLUNG – Facebook