Recensione

Our Never-Ending Loneliness è il secondo ep per questo progetto strumentale guidato da Vito Marchese, chitarrista dei Novembers Doom.

Come accaduto per il precedente lavoro, il sound appare decisamente arioso ed intriso di una vena malinconica, anche se la sua essenza si avvicina molto più ad un prog/postmetal che non a pulsioni dark o comunque più vicine alla band madre.
Pur mantenendo un parere ampiamente positivo sull’operato di Marchese con i The Kahless Clone, non si può fare a meno di constatare quanto, ancor più rispetto all’ep di due anni fa, la mancanza della voce si faccia sentire: ciò avviene in particolare nelle tracce più mosse, mentre tale necessità appare meno impellente quando gli episodi si fanno più intimisti o comunque maggiormente delineati da un punto di vista melodico.
In poco meno di venticinque minuti Our Never-Ending Loneliness esaurisce il suo compito di allietare l’udito degli ascoltatori senza che la band, composta da musicisti di grande spessore ed esperienza, riesca ad imprimere in maniera più marcata il proprio segno: poi appare evidente che un brano arioso come I Can Almost Reach You sia oltremodo piacevole, ergendosi a prova di quanto l’ascolto dell’ep non sia comunque tempo perso, ma questo progetto per ritagliarsi uno spazio adeguato deve crescere ulteriormente e ciò può avvenire solo con l’apporto dell’unico elemento mancante.

Tracklist:
1. I Would Leave All of This Behind, and so Would You
2. I Can Almost Reach You
3. If Only We Had More Time Together …
4. This Is All Falling Apart
5. Is This What You Wanted?

Line-up:
Ben Johnson – Keys
Zach Libbe – Electronic Drum Programming
Vito Marchese – Guitars
Garry Naples – Drums
Larry Roberts – Bass

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