Recensione

Una lunga e agonizzante marcia verso l’abisso più profondo, una jam doom metal che affonda le radici negli anni settanta, con un a musica del destino dal sapore old school.

Tommy Stewart, storico bassista dei thrashers Hollows Eve, continua la sua carriera solista, dopo un primo album incentrato sul doom licenziato a suo nome due anni fa (Clef Doom): Tommy Stewart’s Dyerwulf lo vede accompagnato da Eric Vogt alle pelli in questo viaggio nella classicità del genere, di matrice Black Sabbath.
Si scende verso l’ oscurità con questi sette brani che non danno tregua, cadenzati, allucinati, vere e proprie nenie liturgiche e danze macabre che non concedono tregua.
Non mancano attimi di affascinante musica del destino (Horror Show, Through A Dead Man’s Eye), ma la sensazione all’ascolto è un lavoro che decolla solo a sprazzi, per poi tornare in picchiata verso il compitino.
Sono infatti pochi i momenti davvero intensi, e i due musicisti si accontentano di portare l’album alla fine tra il già sentito così che Tommy Stewart’s Dyerwulf risulta un album di genere consigliabile solo a chi del classic doom è un ascoltatore accanito.

TRACKLIST
1.Lilith Crimson Deep
2.Behold! Your World Now Burns
3.Through A Dead Man’s Eye
4.Porpoise Song
5.Horrorshow
6.The Man Who Sold Rope To The Gnoles
7.Prince Of Fools
8.With Darkened Eyes

LINE-UP
Tommy Stewart – Bass, vocals
Eric Vogt – Drums

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