Violet Cold – Anomie

Cinquanta minuti di musica gradevole e complessivamente sognante, senza che si vada a sprofondare in abissi di oscurità e disperazione.

Violet Cold è il progetto solista dell’azero Emin Guliyev, un tipo piuttosto prolifico, musicalmente parlando, visto la quantità di singoli ed ep (più di una trentina) pubblicati in circa 4 anni di attività, oltre a quattro full lenght dei quali l’ultimo, intitolato Anomie, è quello che prendiamo in esame

Ferma restando la mancanza del tempo materiale per andare a rivangare quanto proposto nel passato dall’iperattivo musicista di Baku, quello che si può affermare con certezza è che viene offerto in questa occasione un black atmosferico con una forte propensione per lo shoegaze, solo inasprito dalle vocals in stile depressive, andando a collocare il sound da qualche parte tra i primi Alcest ed i Ghost Bath nelle loro recenti sembianze più leggiadre.
Inquadrato in qualche modo l’operato del buon Emin, non resta che immergersi in questi oltre cinquanta minuti di musica gradevole e complessivamente sognante, senza che si vada a sprofondare, quindi, in abissi di oscurità e disperazione: ciò che aleggia, piuttosto. è una malinconia di fondo esaltata dall’abilità del nostro nel costruire melodie a loro modo lineari ma dal sicuro impatto.
Evidentemente da un lavoro del genere deve tenersi alla larga chi considera questo approccio alla materia una degenerazione del black metal e reagisce al termine blackgaze come un vampiro di fronte ad una croce; in compenso, però, Anomie sarà oltremodo gradito da chi ricerca sonorità fluide, solo un pizzico urticanti ma dotate a modo loro di una certa profondità.
Se si fa eccezione per la title track, che apre l’album non proprio con il piede giusto, andando a rivangare temi musicali già sentiti in diverse salse, Guliyev offre in seguito una serie di brani nei quali riesce a sopperire ad una certa uniformità stilistica grazie alla sua capacità di comporre melodie indubbiamente belle, con l’aggiunta di divagazioni etniche che vengono amplificate nella bellissima e conclusiva No Escape From Dreamland.
Chiaramente, nel tempo di ricevere il promo, ascoltarlo qualche volta e scrivere due righe di commento, sono già usciti a nome Violet Cold uno split, una compilation ed un ep, quindi in questo caso la cronaca fatica a tenere il passo con la realtà, e questo si rivela un dato ancor più sorprendente se si pensa (magari sbagliando) che una tale dispersione di energie possa precludere risultati anche migliori di quelli già ottimi raggiunti in quest’occasione.
A livello di consuntivo ritengo infatti che, volendo fare un parallelismo, Anomie sia senz’altro superiore all’ultimo parto dei citati Ghost Bath, proprio perché qui tutto appare molto più spontaneo alla luce dello spirito naif con il quale Guliyev persegue i propri intenti, in antitesi ad una forma stilistica analoga ma che appare inevitabilmente edulcorata dall’approdo alla grande distribuzione e, di conseguenza, ad un bacino d’utenza ben più vasto.

Tracklist:
1.Anomie
2. She Spoke Of Her Devastation
3.Lovegaze
4. My Journey To Your Space
5.Violet Girl
6. No Escape From Dreamland

Line-up:
Emin Guliyev

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