Anche se a mio avviso sottovalutati da gran parte degli appassionati, i Comatose Vigil sono stati tra i migliori esponenti del funeral doom nel nuovo millennio, e sicuramente la sua migliore espressione all’interno dello sterminato territorio russo.
Nonostante una produzione piuttosto scarna, i due full length pubblicati, Not A Gleam Of Hope nel 2005 e Fuimus, Non Sumus… nel 2011, bastano ed avanzano per ammantare la band moscovita di un meritato status di culto.
L’ultimo lavoro, in particolare, è una dimostrazione esemplare di come le caratteristiche del funeral possano essere esasperate al massimo senza perdere la rotta quando si è in possesso di un attitudine innata per queste sonorità. Tre brani elefantiaci, per un fatturato di oltre settantacinque minuti, sono la testimonianza tangibile di un funeral melodico e atmosferico, pur se rallentato all’inverosimile, nel quale il connubio tra le tastiere e la chitarra crea un muro sonoro sul quale si staglia il riconoscibile growl di A.K. iEzor (Andrey Karpukhin), uno dei nomi di punta della scena russa anche per la sua attività all’interno di band come Abstract Spirit e Mare Infinitum.
La band, dopo lo scioglimento successivo all’ultimo album, si è riformata per un breve periodo un paio d’anni fa facendo alcune apparizioni dal vivo per poi cessare nuovamente l’attività. Ma, paradossalmente, visto che si parla di funeral, la speranza è l’ultima a morire…

(Stefano Cavanna)

Tracklist:
1. Fuimus, non Sumus…
2. Autophobia
3. The Day Heaven Wept

Line-up:
ViG’iLL – Guitars, Bass
Zigr – Keyboards
A.K. iEzor – Drums, Vocals