Recensione

Death metal brutale e progressivo, musica estrema ispirata da un innato talento per soluzioni che vanno sempre un passo fuori dai consueti schemi con una serie di brani devastanti che uniscono in un unico sound, death metal, doom e musica estrema progressiva.

I Corpse Garden sono un gruppo centroamericano attivo da quasi una decina d’anni, ed arrivano al terzo full length tramite Godz Ov War Productions.
Il loro sound prende ispirazioni dal death oscuro e pesantissimo dei Morbid Angel, dal doom di una cult band come i Confessor e dalle trame dissonanti ed alternative progressive dei tedeschi Incubator, altra realtà di culto uscita dai primi anni novanta.
IAO 269 è un pianeta a sé nell’universo estremo attuale, e la band costaricense gioca con lo spartito per rendere la propria musica il più originale e fuori dagli schemi possibile, riuscendoci per merito di un songwriting variegato e soprattutto una tecnica invidiabile.
Dimenticate però le classiche prog death metal band che tanto fanno parlare gli addetti ai lavori, le note che compongono brani tragicamente ed inesorabilmente estremi come Death Heax, Selenomantic Ecstasies o The Elevenfold Vibration, sono quanto di più dissonanti, disturbanti ed assolutamente pericolose possiate trovare in giro nel il panorama musicale odierno.
Un album che al sottoscritto porta alla mente il McGillroy The Housefly degli ormai scomparsi Incubator, ma mentre la band tedesca usava alternative parti grunge ad imbastardire il sound di chiara ispirazione death, i Corpse Garden lo violentano con esplosioni di dissacrante noise e doom progressivo, imponendosi con una buonissima opera rivolta ad un’audience piuttosto selezionata.

Tracklist
1.Aeon of Horus
2.Death Hex
3.Ain Soph Aur
4.Selenomantic Ecstasies
5.La muerte: Principio y redención
6.IAO 269
7.The Elevenfold Vibration
8.Expanding the Vision Call
9.Loathing

Line-up
Erick Mejia – Drums
Federico Gutierrez – Guitars
Esteban Sancho – Guitars
Carlos Venegas – Bass
Felipe Tencio – Vocals

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