Innalziamo i calici e brindiamo al trentesimo anniversario di un album che ha fatto epoca. Correva l’anno 1988 (più precisamente era il 16 Novembre) e il compianto Chuck Schuldiner, Bill Andrews e Rick Rozz, a quel tempo tutti ventunenni, riuscirono, malgrado la loro giovanissima età, a creare quello che per molti (se non per tutti) gli amanti del Death Metal, rappresenta il Manifesto di un’era, di una generazione, di un modo nuovo di fare musica.

Quasi inutile presentare mostri sacri come i Death. Una delle maggiori band “influencer” (oggi si dice così…) della scena Death mondiale. Ma la voglia è troppa, per non citare in questa rubrica almeno un album che diede – a mio modo di vedere – l’accelerata, lo spunto, il “la”, ad un genere che conta oggi migliaia di band, in tutto il mondo. 30 anni di condizionamento totale, influsso malefico, obbligatorio orientamento musicale e imprescindibile linea guida, per tutte quelle band, all’epoca embrionali, che oggi devono il loro successo a Chuck e soci. Ebbene sì, quest’anno ricorre il trentesimo anniversario di Leprosy (esattamente 16 novembre 1988)! Un album che ha segnato la storia. Left to die, Pull the plug, Open casket e la title track, per citarne alcune, hanno condotto il genere verso l’Olimpo della musica estrema. Un album stratosferico, che definitivamente cambiò il modo di fare Death Metal. Scream Bloody Gore, fu l’incipit, Leprosy la consacrazione e, senza alcun dubbio, il Testo Sacro, senza il quale, presumibilmente il Death Metal non sarebbe mai nato…o comunque non sarebbe mai stato lo stesso.
“Leprosy will take control and bring you to you death”…il resto è storia…

(Michele Massari)

Tracklist:
1. Leprosy
2. Born Dead
3. Forgotten Past
4. Left to Die
5. Pull the Plug
6. Open Casket
7. Primitive Ways
8. Choke on It

Line-up:
Chuck Schuldiner – Guitars, Vocals
Bill Andrews – Drums
Rick Rozz – Guitars