Nel 1992 i Fear Factory debuttano su Roadrunner con Soul Of A New Machine, creando un mostruoso ed apocalittico sound che non regalerà solo capolavori (Demanufacture) e ottimi successori (Obsolete), ma influenzerà un’intera generazione di gruppi estremi di matrice death/grind.
Dino Cazares, Burton C. Bell e Raymond Herrera danno vita ad un muro sonoro composto da ritmiche chirurgiche e marziali, con un riffing secco ed un sound che esclude i classici solos per costruiire la colonna sonora dell’apocalisse.
Burton C. Bell si sdoppia tra un growl brutale e le clean vocals, ed anche in questo caso si tratta di un primo esempio di quello che diventerà in seguito un trend nei generi estremi (specialmente nel metalcore), mentre Martyr, Scapegoat e Scumgrief riecheggiano sul paesaggio di morte e distruzione evocato dai Fear Factory.
Death metal, grindcore e sinfonie industriali, chorus evocativi che si incastrano in un bombardamento sonoro e creano un’atmosfera di autentico terrore: il 1992 metallico vede la nascita di un mostro chiamato Fear Factory e della sua micidiale arma puntata contro il genere umano.

(Alberto Centenari)

Tracklist:
1. Martyr
2. Leechmaster
3. Scapegoat
4. Crisis
5. Crash Test
6. Flesh Hold
7. Lifeblind
8. Scumgrief
9. Natividad
10. Big God / Raped Souls
11. Arise Above Oppression
12. Self Immolation
13. Suffer Age
14. W.O.E.
15. Desecrate
16. Escape Confusion
17. Manipulation

Line-up:
Andrew Shives – Bass
Burton C. Bell – Vocals
Dino Cazares – Guitars
Raymond Herrera – Drums