Recensione

Il 25 gennaio 2012, dopo una lunga battaglia contro il morbo di Crohn, a soli 56 anni ci lasciava uno dei più inossidabili chitarristi del metallo classico a stelle e strisce, Mark Reale.

Con i suoi Riot, dal 1975 ha inanellato una serie di album seminali e fondamentali per chiunque ascolti e ami questo genere di musica ma senza avere mai quel successo che avrebbe meritato; infatti, se dischi come il fondamentale “Thundersteel” o lo stesso “Privilege of Power” rimangono capisaldi per intere generazioni di metallari, tanti lavori sfornati dal combo newyorkese sono passati inosservati nonostante l’elevatissima qualità contenuta in ognuno, complici i tanti cambi di line up e, forse, la poca visibilità riservata dalle etichette che preferivano band più “mainstream” ai nostri “Defenders of steel”. Ma tant’è, non si sono mai dati per vinti e hanno continuato sempre per la loro strada in maniera ottusa e coerente.
In quel fatidico giorno di gennaio di sei anni fa tutti avranno pensato che i Riot sarebbero finiti ma, per amore verso il loro leader venuto a mancare e per continuare a tenere alto nell’olimpo del metalloquesto nome, Mike Flyntz e il buon Don Van Stavern, insieme al fidato amico e compagno di mille avventure Frank Gilchriest, decisero che l’avventura doveva assolutamente continuare. Shine On.
Convocato l’inossidabile singer d’acciaio Todd Michael Hall e il bravo Nick Lee alla seconda chitarra nascono così i Riot V (cinque come il numero di cantanti che si sono alternati nella carriera dei Riot).
Tra lo scetticismo generale nel 2014 uscì “Unleash the Fire”, primo album con il “nuovo” nome, lasciando tutti a bocca aperta per la qualità assoluta che i ragazzi riuscirono a tirare fuori nonostante la terribile assenza di Reale.
Oggi i Riot V sono tornati più arrabbiati e in forma che mai, ribadendo così che l’album del 2014 non era un evento isolato e che, anzi, sono più uniti di prima per continuare a portare in giro per il mondo lo spirito immortale di Mark.
Cosa dovremmo aspettarci da Armor of Light? Beh, dell’ottimo Heavy Metal senza troppi fronzoli, suonato in maniera egregia con canzoni anthemiche da cantare a squarciagola con una spada in mano a caccia di detrattori e nemici del metallo più puro.
L’opener Victory spazza via anche il minimo scetticismo investendoci con il suo marziale intro che lascia spazio a un riff roccioso e imperiale accompagnato dalla doppia cassa di Frank e dai cori da battaglia di Todd, l’acceleratore è già ben schiacciato!
Messiah è semplicemente la Thundersteel del 2018, con un riff tritaossa e una strofa al vetriolo che sottolinea le qualità vocali del nostro beniamino, in assoluto, insieme a Tony Moore, il miglior singer che abbia suonato in quarant’anni nella band. Ma non voglio soffermarmi sul banale track by track del disco, cosa che non apprezzo e reputo superficiale, ma sulla quantità e qualità di musica espressa dalla band, che raggiunge picchi di eccellenza per tutta la durata del platter in questione partendo dal lavoro dei singoli musicisti, impeccabili nell’esecuzione sia tecnica che emozionale (non è facile oggigiorno scrivere un album di metal classico senza cadere nella monotonia o in una serie di riempitivi), arrivando infine alla produzione, potente e cristallina come non mai senza snaturare il suono e le sensazioni Old School.
Ogni canzone è carica di adrenalina e freschezza primaverile grazie anche all’usignolo muscoloso Todd capace di tessere trame melodiche che si stampano in testa dal primo ascolto, pur non essendo mai banali e scontate, Heart Of A Lion, Angel’s Thunder, Devil’s Reign, Armor Of Light è davvero impensabile riuscire a scriverle oggi per qualsiasi altra band, così come Set The World Alight, con un’interpretazione vocale letteralmente da pelle d’oca, epica ed intima come poche.
A Raining Fire è affidato il ruolo di chiusura di questo spettacolare album di Heavy Metal puro come la neve, caldo come il fuoco, indistruttibile come l’acciaio. Difficile pensare di fare meglio di quello che fanno i Riot V: bordate di metallo ci investono per un’ora scarsa senza darci tregua per la disgrazia del nostro collo che non riesce a stare fermo neppure un attimo.
La nostra gola brucerà ma noi saremo terribilmente soddisfatti di poter ascoltare ancora del materiale inedito da parte di questi signori; di band come loro dovrebbero essercene 10, 100, 1000 in più perché oltre fare bene alla nostra musica preferita, fanno bene al cuore e all’anima.

Tracklist
1. Victory
2. End Of The World
3. Messiah
4. Angel’s Thunder, Devil’s Reign
5. Burn The Daylight
6. Heart Of A Lion
7. Armor Of Light
8. Set The World Alight
9. San Antonio
10. Caught In the Witches Eye
11. Ready to Shine
12. Raining Fire

Line-up
Todd Michael Hall Vocals
Mike Flyntz Guitars
Nick Lee Guitars
Don Van Stavern Bass
Frank Gilchriest Drums

RIOT V – Facebook

Autore
Matteo Orrù

Voto
85

Genere – Sottogeneri – Anno – Label
Heavy Metal – 2018 – Nuclear Blast