Recensione

Piacevole debutto quello dei triestini Ursus’ Escape.

Il nome della band prende spunto da un avvenimento accorso in una ventosa giornata invernale triestina di non molti anni fa, durante la quale la furia del vento fece rompere gli ormeggi all’iconica gru chiamata appunto Ursus, posizionata nel Porto Vecchio della città, un vero e proprio simbolo cittadino alta circa 80 metri che svetta nella skyline triestina fiera e possente. Ci volle addirittura l’aiuto di rimorchiatori per riportare la mastodontica gru galleggiante alla base!
Questo Demo 1, registrato nella stessa Trieste, ci offre tre tracce assolutamente piacevoli che vanno a toccare svariati generi nei quali riesco a percepire una forte impronta di metallo modernista, ma ancorato a sonorità che strizzano l’occhio ai classicismi, soprattutto per quanto riguarda le linee melodiche e solistiche delle chitarre, davvero di buon gusto, semplici ma accattivanti. Gli inserti più industriali sembra che siano andati a pescare a piene mani nei lavori dei Death SS degli ultimi vent’anni (da Do What Thou Wilt del 1997 per intenderci), sonorità oscure, al limite della decadenza, enfatizzate da continui inserti elettronici che non risultano mai invadenti ma danno corposità e spessore ai tre brani qui proposti, rendendosi, in fin dei conti, un valore aggiunto al prodotto finale.
Da sottolineare la versatilità della singer Alessia, che spazia da un growl cavernoso degno di un boscaiolo alto due metri e mezzo e di due quintali più che di una bella donzella, passando alle eteree clean vocals a degli scream, il tutto con molta disinvoltura e personalità degna di una veterana del settore.
La band suona bene, coesa e affiatata; tra i tre pezzi, dovendone scegliere uno di sicuro opto per l’opener Black Hole, dal riffing incalzante di sicura presa live, nella quale la band offre buoni inserti elettronici con l’ecletticità di Alessia a farla da padrona, ed abbellita da un pregevole solo di chitarra di matrice tipicamente classic rock. Buona la produzione, davvero apprezzabile per un demo.
Chiaramente una band non si può giudicare da una prima demo di soli tre pezzi, ma le sensazioni sono davvero buone, le capacità e l’attitudine sono palesi sin dal primo ascolto così come un songwriting che, nonostante non stiano inventando nulla di nuovo ed essendo fortemente ancorati, al momento, a un genere particolarmente di nicchia che strizza l’occhio agli anni ’90, riesce ad essere fresco e particolarmente coinvolgente. L’unico rimando a settembre, se proprio devo essere fiscale, lo posso dedicare alle poche parti in scream vocals, da rivedere seppur non sia una bocciatura, ma tutto è rimediabile e soprattutto perdonabile quando davanti a noi ci sono dei ragazzi come gli Ursus’ Escape che suonano per il mero amore della musica e con una gran voglia di spaccare il mondo.

Tracklist
1. Black Hole
2. The King Must Die
3. Imperatrix

Line-up
Alessia (vocals)
Daniel (guitar)
Marco (guitar)
Davide (bass guitar)
Cico Palooza (drums)

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