Recensione

Il sestetto ravennate Postvorta è uno dei migliori gruppi in ambito post metal che abbiamo in Italia.

In giro dal 2009, i Postvorta hanno regalato autentiche perle di post metal, dal debutto Beckoning Light We Will Set Ourselves On Fire in poi si sono sempre evoluti aggiungendo vari tasselli al loro suono. Ora toccano il punto più alto con questo Carmentis, un disco che segnerà la scena post metal italiana e non solo. Il sound si mescola a sludge e noise, non viene inventato nulla, ma il tutto è reso molto bene e con grande personalità. Il disco è il secondo, dopo Aegeria, di una trilogia sulla nascita come era intesa nella mitologia romana. Carmenta è una delle dee Camene nella religione romana primitiva, e non è stata adottata nelle religioni successive: essa era la protettrice della gravidanza e della nascita e patrona delle levatrici, compito non certo facile in quell’epoca. I Postvorta sono sempre stati cantori dei misteri dell’inizio, della nostra connessione all’universo e del nostro essere un piccolo universo noi stessi. La loro musica è oscura, un ottimo post metal molto carico, una specie di pesante incrocio tra Neurosis e Isis più duri, ma questo è giusto per dare delle coordinate. I dischi precedenti erano buoni, Carmentis rappresenta però una decisa svolta verso l’alto, verso un disegno sia musicale che poetico molto elevato, confermando il post metal come musica di scoperta e di navigazione dell’occulto. Un disco completo e maturo, da sviscerare con svariati ascolti per svelare

i diversi livelli di cui è composto. Non è tutta oscurità ciò che è tenebra, ma bisogna addentrarsi nella notte profonda per scoprire qualcosa, e questo disco è una scoperta continua.

TRACKLIST
01. 15
02. Colostro
03. Cervix
04. Patau
05. 13

LINE-UP
Andrea Fioravanti
Nicola Dona’
Raffaele Marra
Dario Foschini
Mirko Aba
Andrea Miserocchi

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