Recensione

Magnifico è la parola che più di altre può descrivere un’opera come il terzo album dei nostrani Ancient Bards: i musicisti romagnoli, ormai considerati una delle band di punta del power sinfonico europeo, non deludono fan e addetti ai lavori e se ne escono con un disco che si candida fin da ora come il top nel genere in questo anno di grazia 2014.

Per chi ancora non li conoscesse, gli Ancients Bards sono attivi dal 2006 e hanno all’attivo, prima di questo, due album: l’esordio del 2010 “The Alliance Of The Kings”, che ne faceva intuire le grandi potenzialità, ed il bellissimo “Soulless Child”, del 2012. Il nuovo A New Dawn Ending supera la più rosee aspettative, confermando le qualità della band e regalando al metal una nuova regina: Sara Squadrani. La vocalist, di ritorno dall’esperienza con Anthony Lucassen sul nuovo album del suo progetto Ayreon, sfodera una prova magnifica: il suo contributo in personalità e talento fa di questo lavoro, già di per sè bellissimo, un oggetto che, al di là dei gusti, dovrebbe essere presente sullo scaffale di qualsiasi appassionato di metal. Hanno fatto passare tre anni prima di tornare sul mercato, ma è valsa la pena attendere visti i risultati; infatti, il gruppo torna più che mai consapevole della propria forza e l’ascoltatore così si trova davanti ad un album devastante sotto ogni profilo: una produzione stupefacente, un songwriting grandioso, musicisti al top ed un sound epico, magniloquente e sinfonicamente cinematografico, dove il power metal è spogliato dei soliti clichè rivestendolo di un’eleganza metallica fuori dal comune. Allora va da sè che, dall’intro Before The Storm, verrete investiti da questa travolgente esperienza e i settanta minuti circa di durata vi sembreranno un attimo, presi per mano dalla stupenda voce di Sara che vi accompagnerà in questo sogno fatto di orchestrazioni, accelerazioni, emozionanti atmosfere epiche, bordate di cannoni power scagliate dalle mura del castello del quale la vocalist è magnifica sovrana. A Greater Purpose, l’esaltante Across This Life, In My Arms ,scelta come singolo, The Last Resort, dove appare in qualità di ospite “Re” Fabio Lione, ed i sedici minuti della conclusiva title-track, sono solo alcuni dei passaggi di quest’album che rimarrà nel mio stereo per molto, molto tempo. Mette i brividi pensare all’evoluzione di questi ragazzi in soli tre full-length e se, come leggenda vuole, il terzo album per una band è quello della conferma e della consacrazione, allora siamo senza dubbio davanti ad una delle migliori realtà symphonic metal del pianeta, punto.

Tracklist:
1. Before the Storm
2. A Greater Purpose
3. Flaming Heart
4. Across This Life
5. In My Arms
6. The Last Resort
7. Showdown
8. In the End
9. Spiriti Liberi
10. A New Dawn Ending

Line-up:
Martino Garattoni – Bass
Daniele Mazza – Keyboards
Claudio Pietronik – Guitars
Sara Squadrani – Vocals
Federico Gatti – Drums

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