Recensione

Un intenso e arcano profumo di doom impregnato di death si sprigiona fin dalle prime note della terza opera completa degli svedesi Anguish, che dopo aver prodotto due full length (Through the archdeamon’s head del 2012 e Mountain del 2014) per Dark Descent, esordiscono per High Roller con un album intenso e vibrante.

Sei brani dall’alto minutaggio e dall’andamento solenne e dolente creano un bel disco che cresce con gli ascolti e ci dona momenti carichi di atmosfera; i musicisti sembra che ci vogliano far immergere in antichi rituali e basta dare un’occhiata alla bella cover per cogliere tale suggestione. La musica, che può ricordare in alcuni tratti i Candlemass, è ricca di belle parti chitarristiche, si nota una ricerca di suoni e momenti non scontati. La title track nel suo alternarsi di riff e accordi tratteggia parti tragiche e veementi, aiutata anche dal growl del vocalist J.Dee, carico ed espressivo; i toni più estremi di Of the Once Ravenous con l’incedere solenne e ipnotico mostrano un lato introspettivo molto intenso tipico di partiture death doom di alta classe. La band non ricerca strade facili, è molto concentrata e ispirata, crea atmosfere opprimenti e angoscianti in tutti i brani avvolgendoli in una coltre dark e plumbea dove non filtra nessun raggio di luce (Requiescat in Pace). Le note addolorate di Elysian Fields of Fire con il loro lento incedere marchiano nel fuoco il doom della band, così come il pesante suono di organo e il vibrante guitar sound di Our Daughters Banner suggellano un’opera solida da parte di questi artisti scandinavi.

Tracklist
1. Blessed Be the Beast
2. Magna est vis Siugnah
3. Of the Once Ravenous
4. Requiescat in Pace
5. Elysian Fields of Fire
6. Our Daughters Banner

Line-up
J.Dee – Vocals,bass
Rasmus – drums
David – guitar
LInus -guitar

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