Recensione

Una delle prime uscite targate Wormholedeath di questo nuovo anno si veste di pizzo e merletti, usa il fioretto invece della sciabola e ci delizia con un raffinato metal melodico, dai rimandi gothic/dark, anche se non accentuati come nelle proposte abituali nel metal con voce femminile.

Si parla dell’ultimo lavoro degli Apparition, gruppo proveniente dal Regno Unito che ha i suoi natali addirittura nel 1997, ma che di fatto vede la sua partenza discografica nel 2004, sempre per volontà del bassista David Homer.
Terzo lavoro sulla lunga distanza, una line up che negli anni ha cambiato i suoi protagonisti fino alla formazione che troviamo su quest’ultimo album e che vede lo storico bassista affiancato da Ashley Guest alle pelli, Amy Lewis e Paul ‘Kull’ Culley alle chitarre e Fiona Creaby a regalare emozioni al microfono.
The Awakening non risulta il solito symphonic metal album, anche se brani come la splendida Resonance sono colmi di quelle atmosfere orchestrali che portano inevitabilmente a collocarlo nel genere, anche se la band usa le sinfonie con parsimonia, lasciando al tocco raffinato del piano il compito di rivestire d’eleganza il sound che, spogliato dalle sfumature gotiche e classiche, si avvicina all’hard & heavy con splendidi assoli di scuola tradizionale e ritmiche che esaltano il lato hard rock della musica.
E’ bellissima la voce della cantante, perfettamente a suo agio tra le varie sfumature che regalano questa raccolta di tracce, e perfetta è la produzione che riesce a valorizzare i suoni dei tasti d’avorio, molte volte morbido tappeto su cui si poggiano le canzoni (Eternity).
L’album è piacevole, porta con sé quell’eleganza tutta britannica senza esagerare in suoni bombastici, e lascia al talento vocale della Creaby il compito di portare l’ascoltatore verso la perdizione tra le trame di delicati passaggi dai tenui colori grigio scuri (Home, Twilight) o travolgerlo con parti metalliche dall’appeal magnifico (Hold Back The Night).
The Awakening si può confondere nell’immenso universo del metal sinfonico, ma all’ascolto regala sfumature varie che ne fanno un album personale e meritevole d’attenzione da parte degli amanti dei suoni melodici a sfondo dark/gotico.

Tracklist
1. The Awakening (Intro)
2. Hold Back The Night
3. The Dames Of Darkness
4. The Other Side
5. Resonance
6. The Night An Angel Died
7. Eternity
8. Home
9. Break The Chains
10. Our Story Lives On
11. Twilight
12. As Shadows Play

Line-up
Ashley Guest – Drums
Fiona Creaby – Vocals
David Homer – Bass;
Amy Lewis – Guitars;
Paul ‘Kull’ Culley – Guitars/Sequencing

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