Recensione

Negli ultimi anni l’heavy rock ha riscoperto i suoni vintage provenienti sopratutto dagli anni settanta, ottime realtà sono nate praticamente in tutto il mondo, specialmente in Italia e nei paesi nord europei, ma gli Stati Uniti continuano a fare la voce grossa quando si parla di hard rock stonerizzato e psichedelico.

Ancora nella cerchia ristretta del mondo underground il genere propone band dall’alto potenziale qualitativo e varie nell’approcciarsi al sound classico, così che non è poi difficile imbattersi in lavori dannatamente coinvolgenti e dallo spirito rock d’annata.
Il quartetto dei Beelzefuzz, arriva dal Maryland, questo è il suo secondo lavoro dopo l’esordio omonimo uscito nel 2013, ed intitola l’album riprendendo il nome della prima incarnazione del gruppo, The Righteous Bloom.
Capitanata dal bravissimo e talentuoso chitarrista/cantante Dana Ortt, la band propone un rock vintage che richiama a sé sia il doom classico che l’hard blues settantiano, in una miscela esplosiva di suoni colorati e psyihedelici.
Il sound della band ha il pregio di tirare dritto arrivando al nocciolo della questione, senza perdersi troppo in lunghe e fumose divagazioni stoner: come detto sono il doom e l’hard rock che, insieme, comandano le operazioni e la fruibilità ne giova assai, presentandoci undici brani freschi, ben suonati e come detto dal sound vario.
Dana Ortt è un chitarrista dal tocco secco e preciso, il suo lavoro fa da gettata alle fondamenta di un sound ricco di spunti, il tono evocativo dalle reminiscenze doom mantiene ben legato il cordone ombelicale che il gruppo ha con la musica del destino, anche quando lo spirito blues rock prende il sopravvento.
Ne escono undici brani dall’alto potenziale, le melodie vincenti non mancano e le ritmiche vanno di pari passo con questo sali e scendi di umori vintage: non mancano tra i solchi di The Soulless, Eternal Waltz e la stupenda Nebulous riferimenti ai gruppi storici, così che è un attimo ritrovarsi tra le orecchie suoni nel passato in mano a Uriah Heep, Black Sabbath, Pentagram e Led Zeppelin, racchiusi in un arcobaleno psichedelico dai colori accesi.
Se l’hard rock classico continua a regalarvi emozioni anche nel nuovo millennio, lasciate perdere per una volta i soliti nomi e fate vostro questo ottimo The Righteous Bloom.

TRACKLIST
1. Nazriff
2. The Soulless
3. Hardluck Melody
4. Rat Poison Parfait
5. Eternal Waltz
6. Within Trance
7. Nebulous
8. The Righteous Bloom
9. Sanctum & Solace
10. Dying On The Vine
11. Peace Mind

LINE-UP
Dana Ortt – Lead vocals/guitar
Darin McCloskey – drums
Greg Diener – Lead guitar/vocals
Bert Hall – Bass guitar

BEELZEFUZZ – Facebook