Recensione

Capitanati da una “gentil donzella”, Holly Wedel, dal growl di un orco in preda a devastanti dolori addominali, i Bloodstrike licenziano il demo d’esordio dal titolo Necrobirth: tre brani di feroce death metal old school, influenzato dalle band nordeuropee che del genere hanno fatto la storia.

La band di Denver si forma nel 2013 e immette sul mercato questo massacro che dà alle fiamme tutto il Colorado e cerca di attecchire anche nel resto di un mondo che riesce purtroppo ad essere più malvagio anche della musica dei nostri. In Death We Rot, brano che funge anche da singolo/video promozionale, è un buon biglietto da visita per il gruppo americano che, fregandosene di mode e altre amenità sfoggia una passione morbosa per il death scandinavo dei primi anni novanta. Il groove dei pezzi è elevato all’ennesima potenza e l’impatto garantito da un’attitudine “in your face” che si dimostra l’arma letale dei Bloodstrike. Rhiannon Wisniewsky e Ryan Alexander Bloom formano, rispettivamente al basso e alla batteria, una sezione ritmica dirompente, mentre le due asce, tra gli artigli di Jeff Alexis e Joe Piker, distruggono a suon di riff ogni nostra resistenza, ricordandoci che Dismember, Entombed, Grave e primissimi Hypocrisy non sono solo “band”, ma i padri fondatori di un genere che ha fatto la storia della musica. Buon inizio per un prosieguo che spero ricco di soddisfazioni per questi cinque death metallers statunitensi.

Tracklist:
1. In Death We Rot
2. Skeletal Remains
3. Serpent Son

Line-up:
Holly Wedel – Vocals
Jeff Alexis – Guitars
Joe Piker – Guitars
Rhiannon Wisniewski – Bass
Ryan Alexander Bloom – Drums

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