Recensione

Apparsi sulle pagine di Metaleyes nel 2016, all’indomani dell’uscita del debutto sulla lunga distanza intitolato Rotten Remains, tornano i Carnal Tomb realtà death metal devota ai suoni old school.

Il quartetto proveniente da Berlino, ritorna sul luogo del delitto e sforna sette brani racchiusi in Abhorrent Veneration, album che conferma le buone impressioni scaturite dall’ascolto del precedente lavoro.
I Carnal Tomb continuano infatti la loro missione nel panorama underground estremo, il loro sound si nutre di quelle caratteristiche che fecero la storia del death metal nord europeo agli inizi dell’ultimo decennio del secolo scorso.
La mano schiaccia sulle ferite imputridite, l’urlo disumano che ne scaturisce è un growl sofferto e rabbioso su di un sound che come da tradizione alterna ripartenze, mid tempo e brusche frenate doom/death, questa volta più marcate rispetto al passato.
Sette brani medio lunghi, dove impera il death metal classico, duro e marcio come da tradizione, rimembrando opere considerati classici di Entombed, Dismember e compagnia famelica.
Abhorrent Veneration risulta quindi un lavoro convincente, la band sforna una serie di tracce che seguono le regole del genere senza sgarrare di una virgola dando vita ad una tracklist che ha nell’opener Putrid Fumes, nel lento discendere nei meandri dell’inferno delle doom/death Dissonant Incubation e Sepulchral Descent le sue armi più micidiali.
I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

Tracklist
1. Putrid Fumes
2. Abhorrent Veneration
3. Cryptic Nebula
4. Amid the Graves
5. Dissonant Incubation
6. Feeding Mold
7. Sepulchral Descent

Line-up
Corpse Ripper – Bass, Vocals
Goat Eviscerator – Guitars
Cryptic Tormentor – Vocals, Guitars
Vomitchrist – Drums

https://www.facebook.com/CarnalTombDeathMetal