Recensione

Quello dei Closer è un metal moderno, fatto di potenza e di melodia, attento alle scelte timbriche e davvero molto ben suonato, oltre che ottimamente prodotto.

La band è nata a Verona nel 2011 ed è al secondo lavoro, dopo il debutto autoprodotto (My Last Day, 2014). I Closer suonano un heavy di rara intensità, spesso arricchito da inflessioni post-grunge – qualcuno ricorda i Chamber 69 dell’ex Coroner e Kreator Tommy Vetterli? – e molto epico, non lontano per capirci dagli Alter Bridge. Non ci sono letteralmente pause in Event Horizon e il disco scorre molto bene, in tutti i suoi dodici brani, con un ottimo songwriting e liriche non banali. I suoni sono squadrati e quasi geometrici, con basso e batteria che sostengono, puntualmente, il lavoro delle due chitarre. Un tappeto sonoro sul quale si staglia la bellissima voce di Simone Rossetto. Idee, qualità, belle armonie in stile Metallica, tocchi più moderni alla 30 Seconds to Mars e Nickelback arricchiscono questo come-back, di quelli da non lasciarsi davvero scappare.

Tracklist
1- Here I Am
2- Illusion
3- The Call
4- Mistakes
5- Battle Within
6- Beyond the Clouds
7- Wait For Me
8- Masquerade
9- Untouchable
10- Sand in Hand
11- Moments and Eternity
12- Event Horizon

Line-up
Simone Rossetto – Vocals
Andrea Bonomo – Guitars
Nicola Salvaro – Guitars
Manuel Stoppele – Bass
Danilo Di Michele – Drums