Recensione

Quinto album, secondo per la Despotz Records, per i rockers svedesi Corroded, quartetto che negli ultimi anni ha avuto modo di mettersi in mostra sui palchi dei maggiori festival tenutisi in patria.

E’ un hard rock moderno, diviso da un esile confine dal modern metal tanto caro in terra statunitense, ciò che compone il sound di questo nuovo lavoro basato su un impatto che come scritto si fa molto più metallico, con chorus di buona presa e solos melodici.
Ma Bitter è stato creato con l’intenzione di non fare prigionieri e sinceramente ci riesce anche bene, con quelle ritmiche che in alcuni casi strizzano l’occhio al metal core, ma pur sempre inserite in un contesto che si potrebbe definire alternative metal.
In questo vario e neanche troppo originale alternarsi di sfumature, la band ne esce con una raccolta di brani potenti, melodici ed in alcuni casi ruffiani il giusto (Burn), che faranno scorrere il sangue alla velocità della luce,
Black è una semi ballad che stempera la tensione, forse troppo, ma si torna a sbattere la capoccia con le ottime Testament e Scream, prima che Destruction con quel suo alternare melodia e potenza si riveli il brano top di Bitter.
Un lavoro ben strutturato, pensato per demolire difese nei prossimi live, dalle melodie che si appiccicano addosso e dalla potenza di uno schiacciasassi.

Tracklist
01.Bitter – INTRO
02.Breathing
03.Cross
04.Burn
05.Black
06.Testament
07.Scream
08.Cyanide
09.Destruction
10.Time
11.Drown
12.War

Line-up
Jens Westin – Vocals, Guitar
Tomas Andersson – Guitar,Backing vocals
Bjarne Elvsgård – Bass
Per Soläng – Drums

CORRODED – Facebook

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