Recensione

Quello dei Crawl è uno swedish death metal putrescente, di origine controllata, che farà non poche vittime tra i cultori del metal estremo old school.

Rituals è il primo lavoro sulla lunga distanza del gruppo di Stoccolma, dedito appunto al genere nella sua forma più pura, un concentrato di violenza sonora che prende ispirazione dalla scena death metal scandinava di primi anni novanta.
La Transcending Obscurity non se li è fatta scappare, dopo le prime avvisaglie di quello che avrebbero potuto combinare lasciate nel demo I: Serpents e nell’ep Worship Death, licenziati nel 2015.
Rituals porta con sé tutto quanto serve per descrivere un album di swedish death, con riff lasciati a imputridire in qualche cimitero dimenticato nel tempo, con stop and go e ripartenze micidiali: un’atmosfera catacombale aleggia sui brani, mentre a tratti rallentamenti pesantissimi imprimono ancora più potenza al sound.
I Crawl hanno dato alla luce un mostro sonoro che trasuda death metal old school: l’album ovviamente non dà tregua e per mezz’ora scarsa vi terrà incollati al muro con i piedi ad un palmo dal pavimento ed una mano scarnificata a stringervi il collo.
Rituals si rivela un’opera esemplare in grado di rendere i Crawl un gruppo da tenere in grade considerazione da parte degli amanti del più puro swedish death.

Tracklist
1.Reject The Cross
2.Breathing Violence
3.The Stench
4.Black Ritual
5.Trail of Traitors
6.Sentenced To Rot
7.Cowards
8.Suffer
9.Coven of Servants

Line-up
Martin Sjögren – Guitars
Joachim Lyngfelt – Vocals
Ämir Batar – Drums
Ragnar Hedtjärn Ullenius – Bass

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