Recensione

I tedeschi Damnation Defaced pubblicano un album death metal molto ispirato, il terzo sulla lunga distanza  intitolato Invader From Beyond, che alterna e amalgama la tradizione old school con il filone melodico e progressivo.

La presenza in studio di registrazione di uno come Dan Swanö è garanzia di qualità, e grazie alle cure del produttore e musicista svedese anche il nuovo lavoro del gruppo tedesco trova un equilibrio melodico di spessore, incastonato tra death metal brutale e parti progressive, con l’uso di synth e tasti d’avorio, se non in abbondanza, almeno presenti il giusto per donare un tocco di eleganza all’estremo attacco dall’aldilà.
Invader From Beyond gioca le sue carte così, senza mai affondare il colpo né dal lato melodico né da quello estremo, riuscendo a mantenere un continuo bilanciamento tra il death alla Bolt Thrower e quello melodico scandinavo, con un mood epico e prog che. senza andare a parare nelle realtà a firma Swanö, ci regala ottima musica estrema melodica.
Sviluppato su una quarantina di minuti l’album scorre che è un piacere, mai troppo diretto e veloce, ma potente nei suoi tanti mid tempo dal buon groove ritmico e dagli ottimi ricami tastieristici che fanno da tappeto e struttura a bombe come Goddess Of Machines, The Observers, la diretta Back From Apathy e la progressiva Embraced By Infinity.
Invader From Beyond è una buona prova che vive anche del buon impatto di un gruppo al suo terzo lavoro, di solito quello della verità, e i Damnation Defaced le loro carte se le sono giocate al meglio.

Tracklist
01. NIOM: 004D004F0049004E
02. Goddess Of Machines
03. Invader From Beyond
04. Mark Of Cain
05. The Observer
06. The Key To Your Voice
07. Rendezvous With Destiny
08. All Comes To Its End
09. Back From Apathy
10. The Creator’s Fall
11. Embraced By Infinity

Line-up
Philipp Bischoff – Vocals
Lutz Gudehus – Guitar
Lutz Neeman – Guitar
Lucas Katzmann – Drums
Kim-Patrick Friedrichs – Bass

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