Recensione

Connubio felice quello tra la Naturmacht e il duo tedesco Dauþuz che, attivo solo dal 2016, ha già fatto uscire tre full length e un ep tutti votati alla creazione di un personale sound, figlio del Black Metal più raw, viscerale, passionale ma capace di impulsi epici da pelle d’oca.

Ispirazione bruciante per Aragonyth (tutti gli strumenti) e Syderyth (vocals e liriche), che non va a scapito della qualità costante nelle opere e assolutamente non mancante nell’ ultimo nato Monvmentvm, dove nell’arco di cinquanta minuti si palesa arte nera di prima qualità. Caratteristica principale che li distingue da molti altri act, è il trattare nelle liriche, tutte purtroppo in tedesco, storie di minatori e miniere nella Germania e nell’Europa lungo i secoli, alcune storie sono fittizie ma molte altre sono squarci di vita vissuta. A loro non interessano i “soliti” temi satanisti tipici del genere, ma preferiscono occuparsi di argomenti di sicuro non comuni, ma dal fascino genuino. Al grido di “Gluck Auf! “(augurio di buona sorte scambiato tra i minatori e scritto all’ingresso di molte miniere) il duo ci scaglia direttamente sul volto un black metal veemente, torrenziale, inarrestabile dotato di una carica a cui è difficile resistere, accompagnato da uno scream lacerante e disperato, mentre le chitarre in tremolo picking creano atmosfere epiche e antiche che profumano di folk e nostalgia. Nei rari momenti, i tre strumentali, in cui la veemenza si attenua, la band si dedica alla creazione di oasi madrigalesche con un cuore di cristallina bellezza, dal sapore medievale ricordando gli Ulver di Kveldssanger.Quando la furia riprende il sopravvento, si è letteralmente trascinati su alte vette emozionali fino dall’ opener Schwarzes Wasser che tramortisce con i suoi cambi di tempo e l’atmosfera fortemente epica, del resto sempre presente in ogni nota. Si è catapultati in un’ atmosfera fuori dal tempo durante l’ascolto di tutti i brani, si è piacevolmente immersi in un mondo dove valori come la forza, la dignità e la lealtà hanno ancora un alto e reale valore. Per chi già li conosce sarà un grande conferma e, per chi volesse accostarsi alla loro arte, l’ascolto della lunga title track sarà un buon viatico per innalzare il proprio cuore nero verso orizzonti di adamantina bellezza; le melodie chitarristiche e il finale su note pianistiche struggono ogni senso.

Tracklist
1. Schwarzes Wasser
2. Der Bergschmied
3. Hornstein
4. Knochengrube
5. Kupferglanz
6. Mæna Dauþuz
7. Himmelseisen
8. Monvmentvm

Line-up
Aragonyth S. – All instruments
Syderyth G. – Vocals, Lyrics, Guitars (acoustic)

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