Recensione

Ennesimo progetto di death metal tecnico e sperimentale, i Flub nascono nel 2013 ed in sei anni rilasciano un paio di lavori, Purpose ed Advent usciti nei primi due anni di attività.

Cinque anni dunque separano questo nuovo album omonimo dai suoi predecessori, composto da sette brani in cui il trio di Sacramento dà sfoggio di tecnica sopraffina e buon songwriting, anche se ormai il death metal contaminato da soluzioni progressive, jazz e fusion non è certo una novità.
La band, composta dal cantante Michael Alvarez (Alterbeast), dal chitarrista e addetto al programming Eloy Montes (ex-Vale of Pnath) e dal bassista Matthew Mudd (ex-The User Lives), in meno di mezzora dà vita ad un uragano di metal estremo progressivo, sul quale regna l’abilità strumentale dei protagonisti, davvero bravi nelle tante parti intricate in cui la chitarra si erge ad assoluta regina dell’intero lavoro.
Growl e scream accompagnano questo viaggio nel classico technical death metal targato 2019, con Flub che si fa onore tra le uscite del genere con una serie di composizioni che mantengono una buona fruibilità.
I Flub non inventano nulla, ma dimostrano grande perizia e attenzione per una forma canzone molte volte dimenticata dagli artisti dediti al versante più tecnico dell genere.

Tracklist
1. Last Breath
2. Blossom
3. Umbra Mortis
4. Dream
5. Rise From Your Grave
6. Rebirth
7. Wild Smoke

Line-up
Flub – Flub Line-up
Michael Alvarez – Vocals
Eloy Montes – Guitars/Programming
Matthew Mudd – Bass

https://www.facebook.com/flubmetal/