Recensione

Venti minuti di musica tecnicissima, estrema e brutale è quello che ci propongono i francesi Geostygma con il loro primo ep autoprodotto composto da quattro brani molto interessanti.

Non si tratta solo di death metal tecnico per gareggiare con altre band della scena su di chi sia il più bravo, ma di metal estremo progressivo di indubbio valore, su cui il gruppo parigino punta per ottenere la giusta attenzione da parte degli appassionati, grazie ad un ottimo songwriting che si destreggia tra scale e saliscendi velocissimi e labirintici sui manici degli strumenti e un uso di growl e scream vario e personale.
The Die Is Cast parte a bomba con la spettacolare Enqweentine 2.0 e non si ferma più, passando per la prima traccia realizzata dal gruppo ed intitolata Fanatic’s Chant e la clamorosa Withering Breath.
Ritmiche intricate ma perfettamente leggibili, uno spirito estremo indomito che non lascia spazio a cedimenti ed ovviamente una grande tecnica strumentale fanno di questi quattro brani una partenza sorprendente per i Geostygma, che chiudono le ostilità con Formatted Rain, altro straordinario esempio del detonante sound presente su The Die Is Cast.
Consigliato agli amanti della parte più estrema del death metal e di chi non rinuncia all’ascolto di ricami tecnici di classe.

Tracklist
1.Enqweentine 2.0
2.Fanatic’s Chant
3.Withering Breath
4.Formatted Rain

Line-up
Kevin
Nikus
Bryan

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