Recensione

Il metal estremo è un universo musicale dove se ci si perde si possono trovare creature affascinanti, molte delle quali legate alla tradizione, altre che viaggiano in territori progressivi e molte che sperimentano soluzione avanguardistiche o moderne, contaminandolo o restando fedeli alle linee tracciate dai vari generi.

Il death metal per esempio è tra i generi estremi quello che più ha subito trasformazioni e continua ancora oggi dopo decenni ad allargare i propri confini anche se negli ultimi anni il sound vecchia scuola ha ritrovato il consenso dei fans.
I Godless Enthropia sono una death metal band tricolore, fondata a Torino nel 2012 dopo lo scioglimento dei Beyond the Unholy Truth, debuttano con il primo full length dopo aver dato alle stampe un ep (Dystopian Metaphors) ed un singolo tra il 2013 e l’anno dopo.
Sistemata la line up dopo un paio di avvicendamenti, la band piemontese arriva a pubblicare Tetracyclic Dominion con l’aiuto della Symbol of Domination Prod. in collaborazione con Hecatombe Records, primo lavoro sulla lunga distanza che non mancherà di soddisfare gli amanti del metal estremo di matrice death metal, ma aperto a varie soluzioni stilistiche.
La band, che dal lato prettamente tecnico sa il fatto suo, imprime al sound una marcia in più soprattutto a livello compositivo e l’album così si presenta come un mastodontico lavoro della durata di un’ora al cui interno, oltre a meraviglie tecniche, troverete una serie di ispirazioni unite in un suono personale e dall’impatto di un carro armato.
Technical death metal, influenze old school, groove e progressive ispirano questa raccolta di brani che si rifanno alle band nobili del death metal estremo seppure, come scritto, con una propria personale visione d’insieme.
Tetracyclic Dominion è un esaustivo manifesto di metal estremo maturo, tecnico e progressivo, tra tradizione e modernità, con devastanti parti estreme in cui non mancano i classici cambi di tempo e ragnatele strumentali di scuola americana che si trasformano in passaggi atmosferici vicini al post rock (Solecism).
Mother Of Cain, la progressiva Erase, Delete, Annihilate o la devastante e brutale Cause of Disease (Sprouts of New Hate) sono parte della stessa anima musicale, sedotta dalla geniale interpretazione del genere da parte dei musicisti nostrani.
Senza fare paragoni scomodi vi invito all’ascolto di questo ottimo esempio di death metal che non trova barriere o confini delimitati, lasciando che i suoi creatori sfoghino tutta la loro ispirazione e tecnica e ci travolge con un’ora di musica estrema sopra la media.

Tracklist
1.Al-Qalyah
2.Mother of Cain
3.Into the Asylum
4.Witch Burning Princess
5.Unpredictable Dementia (Mechanical Disease)
6.Erase, Delete, Annihilate
7.Dysphemic Phænomenons
8.Third Eye, Cauterized
9.Solecism I
10.Cause of Disease (Sprouts of New Hate)
11.Palace of Fornication
12.Adynaton
13.Solecism II
14.The Heights of Eidos (Mother of Cain Part II)

Line-up
Davide Ponzetto – Vocals
Wael Ben Halima – Lead and rhythm guitars
Simone Cavalera – Lead and rhythm guitars
Claudio Colla – Bass guitar
Simone Cottura – Drums

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