Recensione

Hekate è uno dei nomi che gode di maggiore considerazione all’interno della scena neofolk tedesca, in virtù di una carriera iniziata nei primi anni novanta seppure non ricchissima di uscite.

Peraltro, ascoltando questo ultimo lavoro intitolato Totentanz, l’inserimento in questo filone musicale appare calzante soprattutto nella parte iniziale, in coincidenza con i brani cantati da Axel Menz, il quale conferisce al tutto un’aura solenne sia nei brani in inglese che in quelli in lingua madre.
Nella seconda metà dell’opera entra in scena invece la voce di Susanne Grosche, vocalist bravissima ed espressiva ma che, inevitabilmente, fa venire meno quell’alone algido e marziale che è da sempre la parte che più mi affascina in tale ambito.
Al di là del gusto personale, il lavoro non soffre però di evidenti cali qualitativi grazie a brani che brillano per pulizia esecutiva e ricerca di soluzioni sempre evolute.
Certamente il lungo rituale intitolato Embrace The Light si discosta parecchio dal minimalismo della successiva Desire e, tenendo conto dei già citati brani cantati da Menz, questa apparente disomogeneità può essere l’unica pecca, sia pure minima, in un’opera che sicuramente non delude dall’alto dell’esperienza dei musicisti coinvolti, anche se il progressivo spostarsi del sound verso pulsioni più sperimentali impedisce a Totentanz di raggiungere quell’eccellenza alla quale sembrava destinato dopo i primi tre quattro brani.
Il tutto va ricondotto comunque al mantenimento di un tasso qualitativo bel al di sopra della media, in un lavoro che trova il suo picco in un episodio magnifico come Lost And Broken, brano emblematico delle capacità di scrittura da parte degli Hekate che sicuramente non è stata corrotta dal tempo.

Tracklist:
01. The Old King
02. Lost And Broken
03. Mondnacht
04. Luzifer Morgenstern
05. Ascension Day
06. Totentanz
07. Spring Of Life
08. Embrace The Light
09. Desire
10. Am Meere

Line-up:
Axel Menz
Susanne Grosche

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