Recensione

Nel profondo degli abissi si aggira una creatura mostruosa, terrificante sovrana del buio e del silenzio, temibile e temuta da chi si avventura in un mondo sconosciuto come quello delle profondità marine.

Ichor è la bestia death metal che stazionerà nei vostri incubi, animata da una band attiva da una decina d’anni e arrivata al quarto full length.
Il mare ed il suo lato più misterioso fanno da ispirazione al gruppo tedesco per quello che è un buon esempio di metal estremo, tra sonorità classiche e potenza deathcore confluite in una quarantina di minuti in cui veniamo soffocati da una coltre di lava doom, come se un vulcano sommerso cominciasse ad eruttare l’inferno.
Potentissimo e a tratti monolitico, Hadal Ascending alterna mitragliate velocissime a rallentamenti atmosferici e marziali mid tempo, lasciando comunque che l’ascoltatore mantenga l’attenzione, sballottato come in una burrasca prima che affondi e l’abisso lo inghiotta.
La band dà il meglio di sé quando usa le carte atmosferiche a sua disposizione e i brani si susseguono permeati di un’opprimente aura epica e terrorizzante, ben evidenziata tra le note di In Ecstasy, Black Dragons e le due tracce che concludono l’opera, Children Of The Sea e Conquering The Stars.
Promossi e consigliati agli amanti del metal estremo di stampo death, gli Ichor danno vita ad un lavoro più che sufficiente per solleticare i palati dei deathsters sempre a caccia di mostruose entità nell’underground metallico mondiale.

Tracklist
1.Paradise Or Perdition
2.Tales From The Depths
3.Black Incantation
4.In Ecstasy
5.A Glowing In The dark
6.Black Dragons
7.Architect Of The Pportal
8.The march
9.Children Of The Sea
10.Conquering The Stars

Line-up
Norb – Bass
Dirk – Drums
Daniel – Guitars
Jo – Guitars
Eric – Vocals

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