Recensione

Difficile parlarvi di album dissonanti questo degli Iron Harvest, quintetto proveniente da Utrecht, che arriva al debutto sulla lunga distanza dopo un demo vecchio di ormai quattro anni.

Questo album omonimo ci presenta una band dal sound progressivo, inglobato in un metal estremo di natura old school, nervoso ed intricato come la ragnatela di un ragno impazzito.
Un lavoro ritmico allucinante in un crescendo di contro tempo e cambi repentini, fanno da tappeto a chitarre che sanguinano riff estremi tra il death e lo sludge, mentre il growl si inerpica su per questa montagna di note.
Mezzora trattati male da un sound che non lascia nulla alla melodia, a tratti avvicinandosi pericolosamente al grind, in un delirio di difficile assimilazione.
I musicisti sanno suonare e si sente a più riprese, ma è tangibile da parte del quintetto la voglia di andare oltre, in un’esperienza d’ascolto senza compromessi, tra death, grind, progressive e sludge.
Tra le intricate trame della sua ragnatela, veniamo imprigionati dal letale aracnide e da brani come The Holy Mountain e Make A Change… Fuck Yourself.
Metal estremo, dissonanze ed intricate progressioni, di questo si compone l’omonimo album degli Iron Harvest, da maneggiare con cura prima di finire soffocati dalla tela che vi si stringerà intorno al collo.

Tracklist
1.Enter the Void
2.May the Earth Open Up and Consume My Body
3.The Holy Mountain
4.The Perfect Storm
5.Make a Change… Fuck Yourself
6.The Beast I Worship
7.Rave Like It’s the Third World
8.Rape the World
9.A Hound-and-Horny Look of Evil

Line-up
Rev. Screamin’ K – Vocals
Michiel van der Werff – Guitar
Ruben Schmidt – Guitar
Matthias Ruijgrok – Bass
David Schermann – Drums

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