Recensione

I Lantern sono uno dei gruppi più bravi e particolari della bella scena screamo italiana che ha regalato ottima musica.

Negli ultimi tempi la suddetta scena è un po’ in ritirata, perché tutto muta e allora si cambia un po’ stile. Non i Lantern, che a tre anni dall’ultima uscita tornano con un disco solido e che lascia il segno. Il loro è un insieme di emo primi anni duemila, screamo e soprattutto tanto pop fatto con gran classe. Infatti uno dei più grandi pregi del gruppo è quello di avere una grande predisposizione a scrivere canzoni molto ritmate e potenti, ma che hanno una grandissima anima pop. La composizione dei brani dei Lantern è molto più stratificata rispetto a quella della maggioranza dei gruppi dello stesso genere. Una canzone come A 14 Blues, per esempio, è notevole sia per originalità che per profondità. Tutto il disco è permeato dalla memoria e dalla perdita, si ricorda e si cerca di non perdersi nelle perdite. Come si può fare altrimenti ? Non regniamo su nessun regno, siamo tutti dei sopravvissuti e si ha l’esigenza di raccontarsi, come fanno benissimo i Lantern. Questo disco, con un rebus in copertina e anche dentro, ha uno spessore molto forte e ridà fiato all’asfittico panorama indie rock italiano. Un lavoro simile, così forte nella sua diversità, serviva come il pane per far vedere che il talento è soprattutto capacità compositiva e non soltanto apparire o fare gli strani. Qui troviamo molta sostanza e attenzione per la musica e le parole, descrivendo chi e cosa non è più con noi con molta eleganza e forza. Un disco che ti fa pensare, rivelandosi una delle migliori tra le ultime uscite alternative italiane.

Tracklist
1 In cambio di una pistola parte 1
2 In cambio di una pistola parte 2
3 Cimitero
4 Nube purpurea
5 Semaforo blu segnale per altre partenze
6 Dalla parte sbagliata di un telescopio
7 E. Fermi tutti!
8 A14 blues

Line-up
Daniele
Sergio
Michael
Marco
Sorbo

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