Recensione

La Nuclear Blast negli ultimi tempi sembra divertirsi ad alternare ottimi album licenziati da vecchie volpi del metal estremo e nuove promesse, per poi licenziare album sinceramente bruttini come l’esordio del combo svedese Letters From The Colony, intitolato Vignette.

Accompagnato da una copertina vintage che raffigura il cervo nobile, presente in molte leggende nord europee, Vignette non è altro che il solito cervellotico e alquanto pachidermico lavoro di progressive moderno e djent, debitore nei confronti dei Meshuggah, con parti più estreme e intricate ad altre atmosferiche che smorzano la tensione dei brani, una formula trita e ritrita che la band svedese sa strutturare a dovere, ma che risulta glaciale.
Che i musicisti impegnati in questo lavoro sappiano suonare è fuor di dubbio, la tecnica esposta per tutta la durata dell’album è di alto livello, ma come spesso accade in questo genere va ad inficiare la fruibilità delle composizioni.
Meshuggah, Gojira e compagni di merende estreme sono i nomi a cui i Letters From The Colony fanno riferimento, in un lavoro che purtroppo rimane avvinghiato a stilemi abusati e che non decolla, trasformando il leggendario cervo in copertina in un mastodontico e stanco mammut che si trascina stanco e si accascia morente quando le ultime note della title track chiudono l’album.
Un lavoro assolutamente in grado di soddisfare solo chi ama per la tecnica fine a se stessa: i Letters From The Colony sono molto bravi ma non riescono a provocare nessuna emozione.

Tracklist
01. Galax
02. Erasing Contrast
03. The Final Warning
04. This Creature Will Haunt Us Forever
05. Cataclysm
06. Terminus
07. Glass Palaces
08. Sunwise
09. Vignette

Line-up
Alexander Backlund – Vocals
Sebastian Svalland – Guitar
Johan Jönsegård – Guitar
Emil Östberg – Bass
Jonas Sköld – Drums

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